HomeVarieALTRO CHE SECONDIGLIANO, QUALIANO È COME BAGDAD

ALTRO CHE SECONDIGLIANO, QUALIANO È COME BAGDAD

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L’emergenza criminalità non è più tale nella città di Qualiano. Dopo i due morti ammazzati all’inizio di questo caldo autunno, tutto è stato già dimenticato. Le reti televisive nazionali ed internazionali e le reti satellitari hanno già smontato da un pezzo le proprie telecamere, spenti i propri microfoni e riposti i taccuini. La BBC, la Rai ad altre televisioni, più che dall’ennesimo morto ammazzato, sono state letteralmente “sedotte” da un attentato incredibile ed inusuale, quello dell’autoambulanza, che resterà negli annali delle forze dell’ordine e nella memoria collettiva come (forse) il più spettacolare di sempre. Da qui forse la massiccia presenza “mediatica” in via Di Vittorio a Qualiano. Altro che Bagdad o Beiurt. I terroristi islamici ci fanno un baffo. Il criminale che ha pensato e realizzato una azione del genere, avrebbe un futuro assicurato come sceneggiatore ad Hollywood. La dinamica dell’ultimo agguato nella centralissima via Di Vittorio a molti è parsa proprio un scena di un b-movie americano. Comunque, del problema, se ne riparlerà quando il sangue del prossimo morto ammazzato bagnerà il selciato, cioè quando ormai già sarà troppo tardi per fermare la mattanza infinita.

Il consiglio comunale. Sull’onda dello sdegno popolare dovuto a queste azioni di vera e propria guerriglia urbana, il presidente del consiglio comunale, dott. Andrea Granata, si è affrettato a convocare una assemblea pubblica, cioè aperta a tutti, per dire “no alla camorra, no alla violenza”. Giusto. Anzi, giustissimo. Siamo tutti contro la camorra e la sua aberrante violenza. Siamo tutti contro la sopraffazione, le intimidazioni, la micro e la macro criminalità. E poi? Poi nulla più. Tutto è stato coperto dall’impietoso velo dell’oblio. Davvero è servito il consiglio comunale straordinario del 14 novembre scorso? Ma soprattutto, a cosa è servito? Quale strategia intende adottare l’amministrazione per contrastare, per qual che gli compete, illegalità e camorra? Ci sarà qualcosa o qualcuno che ci dirà cosa è “camorristico” e cosa non lo è? Quale è il messaggio che si è voluto lanciare? La gente, il famoso “popolo”, lo ha recepito? Perché interi settori della cittadinanza attiva sono mancati? Sono stati invitati? C’è una connessione tra i ragazzi che stazionano stabilmente in via Rosselli e gli ultimi morti ammazzati? Come fa un semplice cittadino a ribellarsi alla camorra? Deve gridarlo pubblicamente, o basta dirlo nel consiglio comunale aperto a tutti? Perché la testimonianza dell’unico operatore scolastico è rimasta solitaria, ma soprattutto, perchè i presidi, i dirigenti e gli alunni sono mancati? Le scuole sono state coinvolte? Sono stati previsti incontri, dibattiti od altre operazioni culturali per divulgare la legalità nella nostra città? Nel prossimo bilancio comunale saranno “impegnati” soldi e risorse per l’educazione civica dei nostri ragazzi? Sarà costruita la nuova caserma? Dove sarà realizzata, ma soprattutto QUANDO? Basteranno 20 o 30 carabinieri in più? E di questi 20 o 30 quanti ne scenderanno in strada a presidiare il territorio? E’ possibile derogare al patto di stabilità ed assumere altri vigili urbani? Sarà possibile dare compiti diversi all’attuale organico del corpo di polizia municipale, che non siano solo quelli legati alla viabilità? I vigili (che fanno quello che possono), insieme all’amministrazione, saranno in grado di contrastare il dilagare anche delle più piccole ed elementari regole di convivenza civile, tipo parcheggio in doppia o terza fila, alimentari esposti in strada e tante altre piccole sopraffazioni e strafottenze quotidiane? Queste piccole cose, queste sciocchezzuole, fanno parte del concetto di legalità che hanno i politici qualianesi, o no? Con l’attuale organico, basteranno tre vigili al mattino e tre nel pomeriggio per garantire traffico, viabilità e sicurezza urbana? Ci sono sinergie tra prefettura, comune, polizia, carabinieri e vigili urbani? E se questo canale di comunicazione manca, è possibile crearlo? Il comitato per l’ordine e la sicurezza provinciale (cioè quello che Giorgio Bocca chiama il teatrino dell’inutile farsa e tragedia consumata) è a conoscenza che esiste un paese che si chiama Qualiano nel quale, probabilmente, sta per iniziare una nuova faida, forse tra le più sanguinose e cruente che la città ricordi? Il sopraccitato comitato è a conoscenza che Qualiano ha dimesso le vesti di ridente cittadina, (i cui abitanti non sono più dediti alla pastorizia ed alla agricoltura), per vestire quelli di una complessa realtà metropolitana? Qualcuno ha pensato di divulgare questa notizia agli organismi di polizia o è ancora top secret? E’ opportuno creare anche nel nostro comune, un Osservatorio sulla Legalità, che vigili su appalti ed incarichi pubblici? E’ opportuno creare una commissione che avvii una serie di audizioni con commercianti, artigiani o semplici professionisti per sondare il terreno su usura, racket ed altre gravi intimidazioni cui sono sottoposti i titolari di uffici, negozi ed officine di artigiani? Solo lo sdegno non basta. La gente vuole risposte concrete e la classe politica uscita dalle urne nel maggio scorso, ha delle responsabilità ben precise in tal senso. Il tempo degli indugi è finito.

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PS. Un ultima domanda “politica” giusto per concludere. Continueremo a masturbarci (politicamente intendo) circa le aspirazioni amministrative della Margherita o il dibattito in questa città “verterà” su qualcosa di più serio?

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