HomeVarieIL CASO REPORT: LA CASSETTA ALLA PROCURA DI NAPOLI

IL CASO REPORT: LA CASSETTA ALLA PROCURA DI NAPOLI

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Il pm della procura di Napoli, Giancarlo Novelli, titolare di una delle indagini sull’emergenza rifiuti in Campania, ha deciso di analizzare scrupolosamente le immagini dell’inchiesta mandata in onda domenica.

A suscitare particolare clamore è stato il «fuori onda» sul Professor Arena; il problema delle consulenze in Regione; la gestione di 2300 precari impegnati nella raccolta differenziata dei rifiuti per conto degli enti locali.

Il fascicolo è una delle tante inchieste aperte sull’emergenza rifiuti. L’indagine sul caso Report prende le mosse proprio dalle consulenze offerte dalla Regione Campania. Un argomento sul quale ieri il governatore Antonio Bassolino, reduce di quella che, egli stesso, ha definito «aggressione mediatica», è tornato all’interno del suo blog: «Si è tanto parlato di dieci secondi di fuori onda e di polemiche. Si è, così, trascurato l’aspetto centrale del nostro problema: i motivi per cui il completamento del ciclo di gestione integrata e la costruzione degli impianti hanno subito tanti ritardi, provocando disagi e aggravi dei costi. Su questi punti ho provato a fare chiarezza nel corso dell’intervista che ripropongo nella versione integrale sul blog. Per quanto riguarda la questione della consulenza (che poi era invece una convenzione) al dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli diretto dal professor Arena, mi è giunta voce che il professore abbia ricevuto le scuse del giornalista di Report. L’indagante ha ammesso ”un grossolano errore”. Di questo errore non sono purtroppo informati gli spettatori di Report. E dire – conclude il Presidente della Regione Campania – che è stato questo uno degli elementi di responsabilità sui cui la trasmissione ha insistito di più (fuori-onda compreso)».

Ieri, inoltre, è giunta la denuncia di Vincenzo Guidotti, segretario nazionale del Sindacato Azzurro, secondo il quale metà dei mezzi a disposizione dell’Asia (azienda speciale igiene ambientale del Comune di Napoli) apparterrebbero al commissario di governo e non all’organo nato nel 2000. Il segretario Guidotti sostiene che alcune tra ditte private e comuni avrebbero messo in atto meccanismi per lucrare sulla raccolta differenziata, dichiarando falsi indici di smaltimento e intascando fondi e contributi dell’opinione pubblica. Intanto, ieri la difesa di Facchi: difeso dal penalista Riccardo Polidoro, Facchi ha fatto riferimento ad un decreto ministeriale che autorizzava rimborsi per la permanenza a Napoli.

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