Una serata veramente divertente quella del giovedì appena trascorso. C’è chi è andato al cinema, chi a fare shopping e chi invece ha preferito passare la serata in piazza del Popolo a Qualiano. Cosa c’è di meglio che assistere ad un consiglio comunale dove si recita un copione di pirandelliana memoria? Nulla, e vi assicuro che è stato uno spettacolo delizioso. Ad onor del vero, bisogna anche dire che quando uno spettacolo politico risulta essere divertente ed esilarante, nulla viene sottratto alla drammaticità dell’evento. Come ogni spettacolo comico che si rispetti, anche quello politico ha i sui tempi, la sue battute ed i suoi protagonisti. La vera novità della rappresentazione, che si è tenuta durante lo svolgimento del consiglio comunale, è stata quella di vedere attori rivestire ruoli insoliti. Oggi, molti politici locali, loro malgrado, sono poco più che comparse e recitano particine piccole piccole, talvolta addirittura insignificanti. Per l’acuto ed attento osservatore della politica qualianese, vedere il consigliere di Forza Italia, Giovanni Palma, fare lo scrutatore in una votazione del consiglio comunale, è una vera e proprio chicca, che vale almeno quanto quella di vedere Salvatore Onofaro tentare uno sciagurato intervento sul consorzio di Bacino ed essere prontamente redarguito dal sindaco, la cui ombra ormai si allunga sull’intero arco politico-istituzionale. Una vera e propria commedia dell’arte dunque.
Commedia istituzionale. Dicevamo della farsa. Quella rappresentata nella sala del consiglio comunale non è stata nè politica nè tantomeno un esempio di “amministrazione della cosa pubblica”, ma è stato semplicemente puro intrattenimento per il pubblico presente in sala. Non esiste fiction o trama cinematografica che tenga di fronte ad uno show del genere. Si è arrivati ad un punto nel quale anche i ruoli fra gli stessi consiglieri di maggioranza ed opposizione hanno iniziato a confondersi. Tutto è stato votato alla unanimità e tutti i 17 consiglieri presenti, in un baleno, si sono ritrovati dalla stessa parte e cioè in maggioranza e tutti quanti a guardare il sindaco dal basso verso l’alto. Non una voce contraria si è alzata. Il centra – destra – sinistra presente in consiglio comunale sembrava una macchina perfetta e ben oliata, una vera e propria apparecchiatura sforna delibere.
Il centro destra all’opposizione. La verità è che dopo i fasti dell’ultimo decennio (era Schiano) i consiglieri del centro destra non sono ancora in grado di fare una opposizione seria e credibile, semplicemente perché non la sanno fare. In primis perché non sono abituati (poiché hanno sempre dominato sullo scacchiere politico locale), in secondis (battutaccia alla Squallor) perché il potere e lo scettro del comando è presente da sempre nel loro DNA, fin dalla notte dei tempi. Le loro prime poppate sono state a latte e delibere. La parola “opposizione”, per gli attuali consiglieri del centro destra, è una cosa difficile di ingurgitare, masticare e persino digerire. Onofaro, Palma e Marrazzo a stare “dall’altra parte” si sentono svuotati e sterili, anzi sembrano addirittura depressi. Vuoi mettere la carica di vicesindaco od assessore che ti trasmette l’ebbrezza e l’essenza del potere, con quella di semplice comparsa? Non c’è paragone. Nella serata dell’ultimo consiglio comunale, gli avvoltoi che di solito accompagnano i politici ormai caduti in disgrazia, (avvoltoi che prima svolazzavano intorno a Michele Schiano), hanno iniziato di nuovo a farsi ri-vedere in piazza del Popolo e a roteare sulle nuove prede. “Questi del centro destra non reggono all’opposizione” dice argutamente un noto politologo con trascorsi amministrativi. E c’è da credergli. Quanti di questi arriveranno sani, salvi ed immuni alle prossime amministrative? Per molti di questi signori la politica rappresenta la prima cellula del potere temporale (che cerca di essere anche spirituale), altro che opposizione. In questo luogo, modificabile e plasmabile chiamato impropriamente “opposizione” ( i cui confini non sono mai abbastanza definiti) non c’è ragione d’essere.
L’assenza del centro sinistra. Ad un certo punto, quando la farsa è iniziata a diventare tragedia qualcuno ha iniziato ad invocare a gran voce dove fosse finito il centro sinistra. “Solo una assenza tattica” sentenzia un colonnello della Margherita presente in sala, il quale prosegue. “Non potevamo mica venire in consiglio comunale per astenerci o a votare contro. Meglio non venire proprio, o no?” Già, meglio non andarci nella sala consiliare per evitare brutte figure. Ormai anche Mancino & Co. stanno attraversando il guado per approdare verso le più sicure ed asciutte sponde galdieriane. Era sempre più concreto il rischio di rimanere affogati nell’interminabile dilemma del “Galdiero si o Galdiero no.” Il canto delle sirene ha comunque prodotto il suo primo effetto e cioè quello di far esplodere le due diverse anime del partito di Rutelli. Vedremo se l’eco delle macerie e dei detriti dell’unica forza del centro sinistra presente in consiglio, arriverà in giunta e chi sarà lo sciamano designato dalla Margherita ad assumere un ruolo amministrativo. Per ora c’è solo un forte rumore di niente e nulla più.
Seduta sciolta. Alla fine, quando il presidente del consiglio comunale ha dichiarato chiusa la seduta e tutto si era ormai compiuto, un’unica domanda è sorta spontanea fra i pochi astanti ancora presenti. “Ma chi la fa l’opposizione (politica) a Galdiero in questa città?” La risposta è “Nessuno”. La verità è che all’opposizione in questa città non c’è più nessuno. Sia la destra che la sinistra sono scappate. Il consiglio comunale è ormai “tabula rasa”, ed è netta la sensazione che chi ha “munto la vacca” nell’ultimo decennio cercherà a farlo anche per i prossimi anni. Buona notte Qualiano.


