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AVERSA: DALLA CHIESA RACCONTA DI DONNE CHE HANNO SFIDATO LA MAFIA PER AMORE

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Venerdì 16 febbraio alle 19 si è tenuta presso l’ITIS “A.Volta” di Aversa la presentazione del libro di Nando Dalla Chiesa “Le Ribelli. Storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore”. La manifestazione, organizzata dalla Libreria Uthòpia di Capua con la collaborazione delle Associazioni Capuanova, Libera e il Comitato Don Peppino Diana, è stata patrocinata dall’assessorato alla cultura della Provincia di Napoli e Caserta e rientra nell’ambito delle attività laboratoriali del progetto “Scuole Aperte”, finanziato dalla regione Campania, che prevede l’apertura pomeridiana e serale di oltre 100 scuole attraverso l’organizzazione di iniziative che facciano diffondere la cultura della legalità nel nostro territorio.
Alla presentazione del libro erano presenti lo stesso scrittore del libro Nando Dalla Chiesa, attualmente sottosegretario all’Università e alla Ricerca, figlio del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato nel 1982 dalla mafia; Valerio Taglione, responsabile provinciale di Libera e del Comitato Don Peppe Diana; Agata Avvedimento, docente dell’istituto e referente dell’associazione Cittadinanza Attiva; l’assessore regionale al lavoro Corrado Gabriele; il sindaco di Aversa Domenico Ciaramella e Renato Natale, moderatore dell’evento nonché presidente dell’associazione Jerry E.Masslo ed ex sindaco di Casal di Principe, più volte fatto oggetto di intimidazioni camorristiche per i suoi forti attacchi ai clan della zona.
Come ha raccontato lo stesso autore, il libro: «Parla di sei figure femminili che come nelle più classiche delle tragedie greche sono riuscite ad uscire dai costumi, dai ruoli, dalle usanze imposte da un tipo di società che vedeva le donne sottomesse al potere degli uomini, e in particolare degli uomini di mafia». «Queste donne -afferma Dalla Chiesa- spesso sottovalutate, hanno avuto il coraggio si svestire i vestiti del lutto, del pianto e del silenzio dignitoso riservato alle vedove di mafia, ribellandosi e rompendo così il ruolo che la società in primis e la società mafiosa in particolare avevano imposto loro». Donne ribelli per amore che irrompono nella vita collettiva con il loro grido che è insieme dolore, speranza e domanda di giustizia. Il libro racconta sei figure femminili e il loro tempo. Francesca Serio, la madre del sindacalista contadino Salvatore Carnevale ucciso trucidamene dalla mafia. Felicia Impastato madre di Peppino, il protagonista de “I cento passi”. Saveria Antiochia, la madre del poliziotto Roberto, agente della scorta del commissario Ninni Cassarà, fatto saltare in aria negli anni bui delle stragi siciliane. Michela Buscami: due fratelli vittime di Cosa Nostra, uno contiguo agli ambienti dei clan, eppure coraggiosa parte civile al maxiprocesso di Palermo. Rita Atria, sorella di Nicola, giovane boss dello spaccio, diciassettenne collaboratrice di Borsellino e disperatamente suicida dopo la strage di via D’Amelio. Rita Borsellino, sorella dello stesso giudice, nei fatti, simbolo più alto di questa ribellione, fino a venire candidata al governo della Sicilia, teatro della tragedia infinita. Da queste storie, nella loro successione, emerge forte il senso di un autentico, lento ma grandioso progresso civile.

ANTONIO MANGIONE

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