Quando nel 2001 da segretario uscente dei Ds di Qualiano, insieme ad altri amici lasciavo il partito attratto da un nuovo e possibile progetto politico di ampio respiro e da un evento che per la prima volta vedeva la nascita di un nuovo soggetto politico, non dalla scissione dei partiti esistenti, ma dalla fusione di esperienze, culture, tradizioni, passioni e modi di intendere la politica, che fino ad allora erano state messe ai margini e relegate ad un ruolo di pura testimonianza, non esitai a dare il mio contributo e mettere a disposizione la mia passione e le mie energie per la nascita della Margherita, un partito nuovo appunto e non un nuovo partito, che si andava a collocare sullo scenario politico Qualianese lanciando una ” sfida per il futuro ” e per il riscatto della nostra città che da troppi anni è stata amministrata da un Centrodestra che alla prova dei fatti si è dimostrato essere senza un progetto culturale e politico, senza una vera e autentica visione ideale e morale, senza una classe dirigente necessaria e all’altezza del compito. Ho creduto che toccava alla Margherita,alla sua politica riformista mettere insieme le forze unite del Centrosinistra capaci di cogliere e interpretare le straordinarie risorse inespresse che possiede Qualiano e per restituirle dignità, senso di se e del suo futuro La costituzione dell’Unione di Centrosinistra e un solo Candidato Sindaco di tutta la Coalizione come sintesi politica e progettuale riassunte nel motto ” tutti per uno e uno per tutti ” furono i miei propositi e la mia stella polare. La campagna elettorale Amministrativa,era l’occasione ideale per realizzare i progetti politici e soddisfare le aspettative di cambiamento vero e autentico che albergavano negli animi e nelle coscienze dei cittadini di Qualiano. Ma una serie di imperdonabili errori commessi hanno pregiudicato l’esito delle elezioni e la reiterata riproposizione degli stessi mettono adesso a dura prova la sopravvivenza stessa del Partito e dell’ intero Centrosinistra la cui credibilità è seriamente compromessa anche dalle scelte operate in solitudine dal gruppo consiliare, che ha dimenticato troppo in fretta di essere espressione dell’intera Coalizione di Centrosinistra, preso dalla boria e dalla voglia di protagonismo senza un progetto politico e senza un passaggio democratico, collegiale e condiviso con tutto il resto del partito che è completamente all’oscuro di quanto accade, da quando La Margherita da sola è entrata ufficialmente in Maggioranza, ne il Segretario si è sentito in dovere di riunirlo e farlo lavorare in sinergia e a disposizione del Centrosinistra, fin da quando è stato riconfermato nel suo incarico. Intendiamoci, non ero e non sono contrario all’ingresso in Maggioranza della Margherita, anzi al contrario di chi si è convinto per ragioni di opportunismo e non di opportunità all’ultimo istante dell’ultimo giorno, con pochissimi altri, ho ritenuto e ho lavorato senza risparmio di energie affinché l’ingresso in Maggioranza avvenisse il prima possibile, e che esso fosse il frutto di un accordo politico-programmatico come sancito dai partiti di tutto il Centrosinistra con la Maggioranza e il Sindaco durante la fase del secondo turno di ballottaggio alle ultime elezioni amministrative di Giugno 2006. L’ingresso era subordinato alla condivisione di alcune priorità politiche e programmatiche, di cui si è dato agli elettori e ai cittadini ampio risalto già durante il secondo turno elettorale e in tutti questi mesi in cui Sindaco ha ritenuto di rinviarne il momento. La difficilissima e critica situazione ereditata dalla fallimentare gestione della precedente Amministrazione di Centrodestra, impone una svolta radicale e uno slancio collegiale e sinergico dei partiti per realizzare l’atteso ed indispensabile cambiamento, i cui punti qualificanti di tale percorso sono: il risanamento economico e finanziario dell’Ente Comunale, con l’ approssimarsi dell’approvazione del Bilancio di previsione, si impongono scelte decisive. L’enorme debito accumulato dalla precedente gestione, (16 Milioni di Euro!!!) chi lo paga? Si scarica tutto sulla fiscalità generale?
E’ opportuno introdurre l’addizionale irpef Comunale portandola al tetto massimo consentito ( 0,8 %), aumentare ulteriormente i tributi, Tarsu, (è previsto un gettito quasi raddoppiato da 2,2 milioni di euro a 3, 8 milioni ) e l’acqua (nel frattempo privatizzata e con ulteriori aggravi per i cittadini, viene addirittura quadruplicata la stima da 500 mila euro ad 1 Milione e 800 mila euro) o nell’interesse generale, occorre operare tagli di spesa ed eliminare costi insostenibili, come ad esempio i costi di gestione della Qualiano Multiservizi SpA, del centro di cottura, gli incarichi e le consulenze esterne, al fine di rientrare nel “Patto di stabilità”, e non rischiare il dissesto e il tracollo finanziario? In base a quale politica fiscale messa in atto si giustificano tali previsioni? La relazione del Collegio dei Revisori è in sintonia? La Margherita ha proposto degli emendamenti? Quali gli obiettivi e le finalità? Con quali forze politiche sono stati discussi e condivisi per una autentica politica di Centrosinistra volta a tutelare le fasce deboli e i ceti meno abbienti della Qualiano del disagio e della sofferenza? Attuare una politica di fiscalità virtuosa volta a colpire l’evasione tuttora ampia e persistente secondo un principio di equità sociale, “pagare tutti per pagare meno”. Tale proposito va realizzato con la costituzione della banca dati incrociata unificando i tributi e creando la cartella unica del contribuente, dotando l’ufficio tributi di risorse, uomini e mezzi atti a realizzare questa necessaria ristrutturazione, tale da consentire la riscossione di tributi che tuttora rimangono evasi, soprattutto quello dell’acqua, la cui evasione è stimata oltre il 60%.
La Margherita, coerentemente agli impegni presi con gli elettori in campagna elettorale, si dichiarava contraria a qualsiasi forma di privatizzazione dell’acqua, e chiedeva la revoca della delibera di adesione alla Società di Orta di Atella (CE), Acquedotti SpA, e per evitare di incorrere in ulteriori penali, chiedeva di revocare anche la delibera della Società di Trasformazione Urbana (STU) e l’affidamento della Zona PEEP (Piano Edilizia Economico e Popolare ) al Consorzio Metropolis nell’approvando PRG, alla luce delle prescrizioni indicate su tale Zona, nella relazione tecnica della Direzione Urbanistica Provinciale contenuta nella delibera N 537 del 27 Luglio 2006.
. Il PRG approvato il 22 febbraio 2007, non ha soddisfatto le aspettative dei cittadini. Le controdeduzioni approvate non hanno avuto i suggerimenti condivisi della Margherita e DS soprattutto non è stata fornita nessuna spiegazione in Consiglio sulle opportunità di recuperare i vani per l’edilizia residenziale, non è stato presentato il Piano di Recupero per quelle parti del territorio Comunale che presentano particolari condizioni di degrado,.Non è stato redatto l’apposito PUA (Piano di Recupero per gli insediamenti abusivi esistenti ) Occorreva salvaguardare e rilanciare, oltre alle Zone F, anche le Zone di servizi di iniziativa pubblica ad interesse pubblico (Zone D – Artigianale, Produttive e Direzionale); e di iniziativa privata ad interesse pubblico (Zona H); ciò allo scopo di rilanciare lo sviluppo e l’occupazione, da anni in perdurante stato di stagnazione e non abbandonare come cattedrali nel deserto, le ingenti opere realizzate relative alla rete fognaria,adduttori idrici e Grande Viabilità.
. L’ammodernamento della Pubblica Amministrazione e della macchina comunale, va rimodellata e valorizzata nelle professionalità e nelle risorse umane, legando il premio di produttività ed il PEG in funzione del raggiungimento degli obiettivi e della produttività.
Questi erano i punti qualificanti e sostanziali per un impegno reale e concreto della Margherita in Amministrazione. Se è vero che la progettualità e la coerenza sono l’anima della politica che fine hanno fatto questi propositi? Ma soprattutto chi come dove e quando li dovrà realizzare?
Si può rompere con tutto il Centrosinistra, ed in modo particolare con i Ds, che hanno condiviso tutto con la Margherita e insieme ci attende a breve la prospettiva del Partito Democratico?
Chi ha il compito e con quali coerenti iniziative intraprese, deve recuperare e ristabilire i rapporti con l’intero Centrosinistra rilanciando la necessità e l’urgenza di costituire al più presto un Coordinamento Politico di intesa, sui problemi reali da affrontare indipendentemente dalla collocazione di Maggioranza o Opposizione, per rilanciare una politica riformista, di autentico e reale cambiamento? L’Udeur oggi è fuori dalla Maggioranza, per onorare una scelta coerente e condivisa anche dalla Margherita e sottoscritta, dal Gruppo Consiliare, con un documento che ci impegnava tutti o a stare in Maggioranza o insieme all’Opposizione. E i rapporti con lo SDI? E con il nuovo soggetto politico che irrompe prepotentemente sulla scena politica del Centrosinistra, Italia dei Valori, portando con se la contraddizione di essere in Maggioranza e fare una scelta di Centrosinistra? E con il Sindaco? Gli è stata rappresentata l’esigenza e la necessità che occorre creare allo stesso modo un Coordinamento Politico di Maggioranza, con una cabina di regia, per programmare insieme gli indirizzi e gli obiettivi politici da mettere in atto, in maniera collegiale e condivisa, atta ad alleviare e risollevare le numerose problematiche della città che tuttora la attanagliano e sono rimaste inevase? Davvero si pensa che è sufficiente il documento sottoscritto solo dai nostri Consiglieri, e dal Capogruppo e Consigliere Provinciale, nel frettoloso accordo della Lanterna? Davvero si può dare un contributo positivo in Maggioranza e alla città con questa leggerezza, superficialità e improvvisazione e al tempo stesso avere la pretesa di essere partito guida e catalizzatore nel Centrosinistra? Si può pensare davvero di essere protagonisti di una nuova stagione politica di cambiamento votando modifiche allo Statuto e al Regolamento Comunale ad personam che vanno a restringere anziché ampliare le garanzie di bilanciamento istituzionale che stridono fortemente con le normative vigenti e lo spirito della Legge 267/2000? In un contesto di agibilità democratica, di trasparenza amministrativa e di contrappesi istituzionali, gli organismi super partes e di controllo quali il Difensore Civico e il Collegio dei Revisori dei Conti devono essere nominati ad ampio suffragio, marcando le diversità ” fisiologiche ” tra controllore e controllato. ” Nello statuto comunale l’istituzione del difensore civico è attuata con compiti di garanzia dell’imparzialita’ e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini. ” Constato con amarezza e delusione che questa Margherita, contagiata da una Maggioranza distratta e approssimativa, viaggia a vele spiegate verso il suicidio politico. Più che di finti, falsi e interessati consigli di vecchie, superate logiche e pratiche democristiane, occorrono senza indugi un progetto politico condiviso con tutto il Centrosinistra e una exit strategy da un ruolo di pura formalità addizionale numerica sempre più vuota e imbarazzante, ad una sostanziale progettualità politica urgente e non più rinviabile.
Stefano Panico
Direttivo La Margherita – Qualiano

