HomeVarieQUALIANO: «IL MOTORADUNO? LODEVOLE INIZIATIVA, MA IL MESSAGGIO E' STATO MAL PERCEPITO»

QUALIANO: «IL MOTORADUNO? LODEVOLE INIZIATIVA, MA IL MESSAGGIO E’ STATO MAL PERCEPITO»

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Innanzitutto volevo complimentarmi con il presidente del motoclub qualianese per lo spirito e per le energie profuse nella manifestazione di domenica mattina, invitandola ad andare avanti per questa strada affinché si possano sensibilizzare la maggior parte di persone possibile.
Purtroppo Qualiano negli ultimi anni ha pagato a caro prezzo, in termini di vite e feriti, la scarsa cultura all’uso del casco e tutte le iniziative, atte a sviluppare la consapevolezza che esso, l’ingombrante e poco estetico oggetto, sia spesso l’unico modo per salvarsi in caso di incidente, sono sempre caldeggiate e benvolute.
Proprio per questo, pero, mi sarei aspettato una attenzione maggiore alle moto ed ai motorini presenti nella parata e, personalmente, avrei puntato alla qualità, intesa come persone dotate di casco, piuttosto che al quantità di motorini. Perché solo in questo modo la manifestazione sarebbe stata un vero successo.
Il numero di persone senza casco durante la parata non era sicuramente il 90%, come si è detto, pero sicuramente era la maggioranza, composta per lo più di ragazzini che avrebbero dovuto essere il target principale del messaggio sulle casacche, “Testa sulle spalle e casco in testa”.
La responsabilità di questo è dell’amministrazione comunale che ha patrocinato l’iniziativa senza prevedere un adeguato servizio d’ordine.
In questo senso l’assessore alle politiche giovanili, sportive e culturali, nonché vicesindaco, Ludovico De Luca, ha una precisa responsabilità politica. Quella di aver fatto in modo che il messaggio sulle casacche venisse mal percepito sia dai tanti giovani nella parata sia dalle persone che assistevano ai bordi della strada al passaggio dei veicoli, trasformando, in questo modo, un idea lodevole del motoclub in un semplice schiamazzo per le strade del paese.
In verità anche la mancanza di attenzione da parte dell’assessore al ramo sarebbe potuta passare in secondo piano a vantaggio del messaggio che si cercava di mandare. Ma le mancanze, sembra, facciano parte della sua azione politica.
Non meno di tre mesi fa De Luca rispondeva alla missiva di un’associazione giovanile assicurando “maggiore fruibilità per l’intera cittadinanza, giovani ed anziani compresi nel rispetto dello sport e della socialità delle persone il cui benessere fisico ed intellettivo stanno particolarmente a cuore a questa Amministrazione”.
Da quella promessa ad oggi le cose, però, sono cambiate poco se non nulla come dimostrano i due reportage di Internapoli che scattano una foto sullo stato dei campi da tennis e della villa comunale.
In un anno, quasi, di mandato mi sarei aspettato di più.
Mi sarei aspettato una maggiore attenzione a colmare le lacune di cui si è accusata la passata amministrazione.
Mi sarei aspettato un implementazione della biblioteca comunale attraverso la creazione di postazioni multimediali ed attraverso il rinnovo e l’ampliamento del catalogo di volumi.
Mi sarei aspettato una riqualificazione degli impianti sportivi esistenti per renderli immediatamente fruibili. Poichè evidentemente la riqualificazione fatta dai volontari, cui va la mia gratitudine per lo sforzo elargito, tanto reclamizzata dall’amministrazione non è sufficiente, da sola, se già dal giorno dopo si lascia abbandonati gli impianti che si cercava di ripulire e se manca la programmaticità politica orientata al loro proficuo utilizzo.
Mi sarei aspettato di più che passare dalla “Befana in piazza” al babbo natale raccogli letterine.
Mi sembra poco culturale “un carnevale a Qualiano” promosso dalle due Pro Loco disgiuntamente, una proponendo fave e pancetta e l’altra girovagante per il paese con un piccolo manipolo di bambini sui trattori.
Caro vicesindaco, se è questo il “benessere fisico ed intellettivo” che le sta a cuore, mi dispiace dirle che non mi sembra abbastanza.
Visto come sta gestendo, da circa un anno, le materie di sua competenza le consiglio di fare un analisi critica del suo operato.
Le consiglio di ascoltare tutte quelle forze della società civile che, probabilmente, avrebbero delle istanze da porre, delle proposte da fare che sarebbero sicuramente linfa vitale per il benessere del paese. Come segretario di una associazione giovanile, anche se politica, mi sarei aspettato di essere interpellato, come mi aspettavo che interpellasse tutte le altre associazioni e i movimenti presenti sul territorio comunale. Le dico questo perché, sempre nella sua risposta alla missiva dell’associazione NOI GIOVANI, diceva di prediligere il contatto personale, che attraverso il confronto si arricchivano gli interlocutori e si contribuiva alla crescita sociale e personale.
Questa è un’altra delle tante mancanze di cui le sottolineavo sopra.
Lei, come policymaker, ha la responsabilità politica di tutto ciò che riguarda la sua materia. Tutto ciò che non va, non si può sempre attribuire alla mancanza di fondi od all’incapacità dell’amministrazione precedente, di cui, le ricordo, lei era uno dei massimi esponenti. Troppo facile!
La invito, pertanto, a mettere in campo una serie di politiche giovanili, culturali e sportive degne di tale nome. Ci dia un segnale che anche lei è per il “si cambia” nei fatti e non solo per quello a parole.
Se non è in grado di fare questo, posso solo auspicarmi che abbia il buonsenso di dimettersi e di lasciare spazio a persone che abbiano davvero la volontà di mettere in campo il cambiamento e di dare una svolta alle politiche del paese. Se le sembra che stia chiedo troppo. Inizi col circondarsi di persone che realmente hanno a cuore il benessere di Qualiano e dei qualianesi ma che, allo stesso tempo, siano in grado di innovare le materie di sua competenza.

MICHELE VALLEFUOCO
Segretario Sinistra Giovanile Qualiano

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