Sarà la solita estate tutta qualianese. Traffico, rumori, caos, odore di pollo allo spiedo (mixato con quello del carciofo alla brace) e la duplice puzza dell’immondizia, e cioè quella che proviene dai cassonetti sottocasa, che già di buon mattino sono stracolmi di sacchetti, e quella invece che proviene delle cave di via Ripuaria. Da non dimenticare poi il fetore e le dense nubi di fumo nero che provengono dalla zona dell’Asi, (Area Sversatoio Industriale), nubi dovute alla combustione dolosa di copertoni ed altra cose del genere. Fino a qualche anno fa potevi chiuderti in casa e non venivi raggiunto da cattivi odori o strani olezzi. Ora non più. La Grande Puzza ti accompagna 24 ore al giorno e non ti lascia nemmeno per un minuto. Arriva anche in un bunker che ha caratteristiche antiatomiche. Non si sfugge ad essa. Lo confesso, sono stanco. Stanco e depresso. E’ una lotta impari, anzi è una lotta che ti può schiantare definitivamente. Ambiente, sicurezza, vivibilità, rifiuti e mi fermo qui. L’uno – due poi infertomi dagli articoli del mio amico Aniello Di Nardo circa le condizioni in cui versano alcune strutture ricettive di Qualiano, lo ammetto, è stato davvero il colpo finale. I miei soldi stracciati in modo veramente inverecondo. Due “articoli” così, insieme alle cose elencate prima, ti minano il buon umore, anzi ti abbrutiscono e ti rendono cattivo: due filmati che valgono e spiegano tante cose e molto meglio di cento libri messi assieme. Davanti ai tanti “pobblemi”, la meraviglia e lo stupore non albergano più nei nostri cuori. Tutti si sta ormai trasformando in una emergenza: c’è quella del sottosuolo, c’è quella ambientale e quella non meno importante della criminalità organizzata. Già, ed allora? Noi utenti e cittadini cosa possiamo fare, ma soprattutto, come possiamo difenderci da questa guerra quotidiana che sembra senza fine? Come possiamo difendere e rivendicare il nostro diritto alla salute, alla scuola o alla sicurezza se ci stanno togliendo anche l’aria che respiriamo? Bertolaso contro Topo è una metafora perfetta per descrivere il futuro che ci aspetta, (pardon per la rima) poiché, come già abbiamo ricordato qualche mese fa, noi qualianesi, ma anche “villaricchesi” e giuglianesi, stiamo facendo la fine delle zoccole, nel senso che stiamo subendo, nostro malgrado, una mutazione genetica che ci sta trasformando in topi da discarica a tutti gli effetti e la cosa tragica è che non siamo neppure materia di studi. Siamo la schifezza dei topi. Neppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha pubblicato l’ultimo studio sull’aumento delle patologie tumorali nel nostro territorio, ha ritenuto opportuno di menzionare, in tale rapporto, i comuni di Qualiano o di Villaricca. Questo significa che stiamo messi proprio male. Ma il paradosso in questo caso si è raggiunto proprio quando sono stati scelti i due relatori che hanno presentato tale studio è cioè la strana coppia B & B (Bassolino e Bertolaso), che con ragioni e motivazioni seppur diverse, hanno contribuito in maniera determinante ad affossare definitivamente il nostro territorio fino a farlo diventare la vera pattumiera d’Italia. Però loro ci hanno avvertiti. “Attenzione signori qualianesi, vi potete ammalare di tumore” ha sentenziato il governatore campano. Però non vi preoccupate troppo aggiungiamo noi, perché nello stesso convegno i due compagni di merenda hanno anche stanziato svariati milioni di euro per “bonificare” il territorio. Sarà, mai io che ci campo in questo famoso “territorio martoriato”, sento sempre la stessa puzza e vedo gli stessi cumuli di immondizia che crescono ogni giorno sempre di più, ed allora mi chiedo: dove la fanno la bonifica, ad Afragola? A Trezzano sul Naviglio? A Roccasecca? Non credo. Credo invece che con l’immondizia e con i tumori Bassolino abbia creato un grande business che parte da Roma e finisce a Cava Riconta. Con tutto l’indotto che ci lavora intorno, l’ex sindaco di Napoli, ha creato una rete di potere e clientele che non è paragonabile a nessuna realtà politica ed amministrativa italiana od europea. Totonno, in tutto questo squallore ambientale in perenne emergenza, ci sta sguazzando alla grande e i tanti soldi promessi sono i soliti, vuoti e sterili declami di un politico folle giunto ormai al capolinea. Non ha più nulla da dire, ormai è morto (politicamente intendiamo). Un morto che parla insomma. Di Qualiano o di Villaricca a lui non gliene frega un cazzo, ed in tutto questo trova complicità a tutti i livelli istituzionali, dal Presidente del Consiglio fino all’ultimo usciere del comune di Villaricca o Qualiano. Bene ha fatto l’Udc ad aprire un caso nazionale sullo strapotere e sulla pericolosità del Presidente della regione Campania.
Oltre al danno anche la beffa. Saranno anni che noi residenti dei comuni di Napoli nord sentiamo parlare di rifiuti. L’emergenza campana ha “anagraficamente” 14 anni e tutto lascia supporre che tale allarme continuerà per i prossimi decenni. Se questo dovesse essere il leit motiv che ci accompagnerà per i prossimi tempi allora siamo davvero fregati. La puzza sarà il male minore e solo la punta dell’iceberg (pardon, del sacchetto). L’emergenza muove un fiume enorme di danaro pubblico gestito da pochi e loschi personaggi. E’ un terremoto che si ripete una volta all’anno. Ne beneficiano un po’ tutti e cioè politici (locali e non), ditte “fidate” (ma non lo fate sapere troppo in giro), camorristi e professionisti, compreso tutto l’indotto medico e paramedico legato alla cura dei tumori, fino ad arrivare all’ultimo dei capoccia locali. Con questo scenario quindi viene da chiedersi se mai finirà questa emergenza o se sarà definitivamente legalizzata come la mafia o la privatizzazione dell’acqua. Non è un caso che nelle mai terminate inchieste della magistratura ci sia sempre capitato qualche vice di turno di chi direttamente “maneggia” i soldi dell’emergenza rifiuti e cioè i facente funzioni di Catenacci, di Bassolino o di Bertalaso. Per recuperare i soldi (mal) spesi dalle gestioni straordinarie del ciclo dei rifiuti non basterebbero dieci finanziarie diverse. A chi dovremmo chiedere i nostri diritti, ai nostri carnefici forse?
Coso succederà a Qualiano? Nella nostra città, e cioè in un sistema dove l’economia si regge su piccole cose, minuscole imprese commerciali ed artigiane, l’effetto della Grande Puzza e delle discariche avrà senza dubbio un effetto devastante sull’intero sistema. Chi investirà più in un territorio così marcio e compromesso ? Chi comprerà più la casa a Qualiano ? Chi aprirà una attività economica o commerciale nella nostra città ? Nessuno e tutti noi qualianesi diventeremo ogni giorno sempre più poveri. Poveri e depressi. Non si spende più, non si compra più è così via. Il costo delle case e degli affitti diminuirà vorticosamente, risucchiando tutto il sistema economico. Il collasso definitivo inizia già ad intravedersi. Rischiamo veramente di diventare una città fantasma, una città abbandonata. La bolla immobiliare degli ultimi anni resterà solo un lontano ricordo nella mente dei facoltosi imprenditori nostrani e ci vorranno anni, se non secoli, per ritornare allo scenario di qualche anno fa.
Qualiano come questione nazionale. Quella ambientale deve necessariamente diventare una priorità e un caso nazionale e i nostri politici questo lo devono necessariamente capire. Bisogna portare tante gente in piazza, così come è accaduto durante l’ultima campagna elettorale. I politici, fra le tante cose ed i tanti doveri a cui sono chiamati, hanno anche il gravoso compito di “educare” le persone e gli individui a rivendicare i propri diritti e non a frustarne le aspirazioni. Per salvare la nostra terra, le nostre case ed i nostri figli bisogna davvero rimboccarsi le maniche, senza demagogie, senza dietrologie ma soprattutto senza colori partitici. Ora o mai più. Già farlo il mese prossimo e cioè alla apertura della prossima cava in via Ripuaria, potrebbe essere troppo tardi. Le denunce ordinarie non bastano. Bisogna andare oltre. La classe politica qualianese, insieme al resto della classe dirigente ed imprenditoriale, in questo momento è l’unico faro che è in grado di guidare una comunità ormai stremata e depressa. Questa è la battaglia della vita, della nostra vita ed è una battaglia che riguarda tutti e non penso che il sindaco Pasquale Galdiero e l’intera amministrazione, vogliano emettere il certificato di morte di una intera popolazione, animali compresi.

