HomeVarieMARANO: IL SINDACO PERROTTA BARCOLLAMA NON MOLLA

MARANO: IL SINDACO PERROTTA BARCOLLA
MA NON MOLLA

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Sarà lunga, forse bollente, quest’estate della politica maranese. Al di là delle smentite e del rituale politichese post bagarre. Con la sensazione crescente che si tratterà di una partita a scacchi. La crisi innescata dalla revoca di cinque assessori: quattro della Margherita e uno di Liberi per Marano, operata nei giorni scorsi dal sindaco Perrotta, e la querelle in atto con il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Gala, potrebbero modificare l’attuale scenario politico o, più semplicemente, chiarire quali personaggi detteranno legge all’indomani della nascita del PD. Mai come in questo caso, infatti, Salvatore Perrotta potrà permettersi il lusso di sbagliare le proprie mosse. La pace con la Margherita (primo partito in città, rinsaldatosi all’indomani dell’operazione revoca) sarà costretta a farla. La nascita del Partito Democratico e gli equilibri all’interno del Consiglio comunale la impongono. Resta da capire, invece, quale sarà l’atteggiamento nei confronti di Liberi per Marano, formazione politica di matrice moderata, da sempre mal vista dalle componenti più progressiste della coalizione. Prima di optare per la scelta definitiva, tuttavia, il sindaco diessino non potrà non tener conto del patto di ferro tra la Margherita e Liberi per Marano, civica anch’essa in procinto di aderire al Partito Democratico. Dalle dichiarazioni rilasciate dai big delle due forze politiche durante la conferenza stampa di lunedì, è emerso che la sintonia è totale. “Il sindaco deve tornare sui suoi passi – ha ribadito il consigliere provinciale e leader cittadino della Margherita, Biagio Iacolare – pretendiamo da lui maggiore chiarezza e il rispetto degli accordi presi nelle riunioni di maggioranza. La revoca dei cinque assessori è un atto grave e, per giunta, del tutto immotivato”. Poi la stoccata finale: “La coalizione è questa e con questa bisogna andare avanti. In caso contrario la Margherita e gli amici di Liberi per Marano si chiameranno fuori”. Come dire: o si fa come diciamo noi, oppure Perrotta si assuma le proprie responsabilità e vada avanti da solo. Stando così le cose, dunque, solo due scenari si profilano all’orizzonte. O il sindaco accetta il diktat e, pur dando vita a un mini turn over (rimarrebero fuori gli assessori della Margherita Conte e Schettino), ripristina la situazione, oppure non ritorna sui suoi passi e mette in atto un braccio di ferro con Liberi per Marano. Un gesto coraggioso, che sarebbe apprezzato anche da Sinistra Democratica e da Rifondazione. La sensazione diffusa, nonostante la strenua difesa del direttivo Ds all’operato del sindaco, è che prevarrà la prima ipotesi. Una soluzione che sancirebbe una pace, forse una tregua, frutto però di un prezzo politico davvero alto.

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