Sorvillo Ferdinando “Nanduccio” è stato tratto in arresto nel gennaio 2025 dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Casoria in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del tribunale partenopeo su richiesta della Dda di Napoli nei confronti di altri soggetti poichè gravemente indiziate di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, tentata estorsione, detenzione di armi, favoreggiamento aggravati dalla metodologia mafiosa e dalla finalità di agevolare il Clan Angelino attivo su Caivano e zone limitrofe.
Avrebbero richiesto il pizzo a imprenditori e commercianti per la prosecuzione della loro attività. In particolare le estorsioni venivano richieste anche agli imprenditori che stavano eseguendo dei lavori grazie al Superbonus. All’interno dell’associazione Michele e Aniello Leodato rispondevano alle direttive del capoclan Antonio Angelino, per l’imposizione delle estorsioni. Sorvillo avrebbe messo a disposizione del clan la propria autorimessa e si faceva da ‘intermediario’ tra il clan e le vittime.
Era stato ritenuto colpevole nel giudizio di primo grado(gip dott.ssa logozzo) per il reato p.e p.. dagli art 110, 56, 629 cp in relazione all art 628 cpv 416 bis c.1 cp e condannato alla pena di anni 3 mesi 1 e giorni 10 di reclusione
La Corte di Appello di Napoli IV sezione – pres dott Vargas ha emesso nei suoi confronti sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste.
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