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Auto e moto intestate ai familiari per non pagare, spuntano i primi “furbetti” del bollo

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Intestare la moto al proprio figlio o coniuge per non pagare il bollo. È solo uno degli escamotage per non pagare la tassa. L’abolizione, decisa dal Governo per il 2027, ha infatti dei limiti. “Qualora risultino più autovetture agevolabili, l’esenzione è riconosciuta con riferimento a una sola di esse ed è applicata all’autovettura avente la minore potenza, espressa in kW”, è scritto nel Decreto-legge n. 162/2026. Vediamo quali sono i “trucchi” utilizzati dai cittadini.

Auto e moto intestate ai familiari per non pagare, spuntano i primi “furbetti” del bollo

L’esenzione dal pagamento per il prossimo anno è stata quindi introdotta per un solo veicolo a persona. Cosa vuol dire? Che se abbiamo più di una vettura non si pagherà il bollo su quella con minore potenza. E quindi il risparmio è minore.

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Lo stesso vale se si è proprietari di un’auto e una moto. Anche in questo caso si applica la regola precedente. E quindi l’esenzione vale solo per la moto. Per questo dopo il provvedimento dell’esecutivo c’è già chi ha provveduto a intestare il secondo veicolo di cui era proprietario al proprio coniuge o figlio. Così aumenta il risparmio.

C’è poi un altro limite, riguarda la potenza. Tutti i proprietari di motocicli e ciclomotori saranno esentati dal bollo 2027 solo se non risultano intestatari di auto con potenza fino a 80 kW. Anche una vettura da esattamente 80 kW rientra nella soglia. Se lo stesso proprietario possiede però anche un’auto da 60 kW, l’esenzione ricade su quest’ultima e il bollo della vettura da 80 kW continua a essere dovuto. Anche in questo caso il “trucco” per risparmiare è quello di intestare la seconda vettura a un’altra persona, che potrebbe essere del proprio nucleo familiare.

Ma se una persona possiede due auto entrambe da 55 kW? Quale bollo sarà abolito? Occorre confrontare gli importi che sarebbero dovuti in assenza della nuova agevolazione. Fra una vettura con un bollo ordinario di 150 euro e una con una tassa di 170 euro, il beneficio viene attribuito alla prima, cioè al veicolo con il bollo meno costoso. Sulla seconda auto il proprietario dovrà versare l’intera somma prevista. Il decreto utilizza quindi un meccanismo automatico: a parità di kilowatt si viene esentati dal pagamento sull’auto sulla quale il risparmio è più contenuto.

Come funziona per le due ruote

Anche nel caso delle due ruote, in caso di pari potenza l’esenzione è applicata a quello che pagherebbe il bollo di importo più basso in assenza di agevolazione. E se comunque risulteranno più mezzi agevolabili, l’esenzione sarà riconosciuta a quello più anziano (“con data di prima immatricolazione più remota”). Tutti questi escamotage sono possibili perché l’esenzione vale (ed è circoscritta) al 2027. E riguarda i versamenti il cui termine ordinario di pagamento cade fra il 1° gennaio e il 31 dicembre.

Il requisito dell’assicurazione
C’è poi anche un altro requisito necessario. Il decreto richiede che il mezzo individuato sia regolarmente assicurato. La sola presenza di una potenza entro gli 80 kW, quindi, non basta per ottenere il vantaggio fiscale. Ma il testo non chiarisce ancora tutti i casi particolari, come una polizza sospesa durante una parte dell’anno o una cointestazione accompagnata dal possesso di altri mezzi. Per tutti questi dubbi dovranno arrivare dei chiarimenti.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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