I carabinieri della stazione di Pomigliano, diretti dal comandante Valerio Scappaticci, sospettanno che dietro le nove automobili sequestrate ieri nel rione della ricostruzione di Pomigliano, il Parco Partenope, ci sia una rete di complicità da individuare a partire dal settore delle autodemolizioni. Si perchè in base all’indagine dei militari le vetture sequestrate erano nella disponibilità di pregiudicati che se ne servivano per commettere reati ma erano praticamente delle auto fantasma in quanto non solo sono risultate prive di assicurazione rca ma non sono state riscontrate nemmeno negli elenchi del pubblico registro automobilistico, il Pra. E la cancellazione al Pra di una vettura si può effettuare soltanto a seguito della demolizione del veicolo per cui i carabinieri sospettano una serie di complicità tra gli automedomolitori e i pregiudicati che utilizzavano le auto appena sequestrate dai militari. L’inchiesta quindi prosegue nel delicato settore della rottamazione.  

L’articolo precedente: la Mercedes sequestrata alla camorra

Mercedes sequestrata alla camorra e affidata alla polizia locale del comune di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. A darne notizia è il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. In precedenza, la vettura (una Mercedes CLA) era di proprietà di un reggente di un clan a Pomigliano assieme ad altri veicoli. Costui è stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. In seguito, la polizia ha sequestrato il veicolo e ha deciso riconvertire la macchina come mezzo per le pattuglie locali.

“Noi la chiamiamo la Tamar-car, dato che abbiamo trovato una grande quantità di musica neomelodica. [….] Abbiamo deciso di far applicare uno strato di vernice sottile all’auto, che dovrà essere facilmente rimovibile nel caso che […] la vettura debba essere restituita al proprietario, dandole i colori istituzionali della Polizia locale.” Con tali parole, il capo della polizia locale Luigi Maiello ha commentato la vicenda della Mercedes sequestrata. “Vogliamo che la gente veda […] un’auto sequestrata alla camorra con tanto di adesivi che lo testimoniano, perchè negli ultimi tempi i valori sono stati invertiti e bisogna ricominciare a credere nelle istituzioni […]”

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