Caivano, il doppio dramma della famiglia Raimo: la 18enne Irene raggiunge il papà in cielo
Caivano, il doppio dramma della famiglia Raimo: la 18enne Irene raggiunge il papà in cielo

Una ragazza di appena 18 anni morta sul colpo, le tre amiche che erano con lei rimaste ferite. Bilancio tragico, quello dell’incidente avvenuto nella notte a Caivano, in provincia di Napoli, dove un’automobile si è schiantata nella notte contro un lampione della luce. La vittima si chiamava Irene Raimo, abitava nel Parco verde aveva e compiuto 18 anni pochi mesi fa; di recente aveva cominciato a lavorare nel bar del distributore di benzina di fronte alla Villa Comunale, raggiungendo una certa autonomia economica di cui, raccontano diversi conoscenti, era molto orgogliosa.

L’ incidente è avvenuto a Caivano (Napoli); l’automobile in cui viaggiava con le amiche si è schiantata contro un palo della luce in via Sant’Arcangelo. Sono ancora in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica esatta dinamica dell’accaduto e capire come mai la conducente possa aver perso il controllo dell’auto. I carabinieri, giunti sul posto per i rilievi, stanno conducendo le indagini anche attraverso eventuali testimoni.

Irene Raimo da poco aveva trovato lavoro in un bar del distributore di benzina di fronte alla villa comunale. Un lavoro di cui era orgogliosa, come spiegano alcuni conoscenti, perché si era creata da sola uno spazio di autonomia economica, malgrado la grande tragedia che aveva vissuto nel 2017. Era residente nel Parco Verde e appena quattro anni fa suo padre fu ucciso in un agguato.

La dinamica dell’incidente non è ancora del tutto chiara, sono in corso accertamenti sia sulla vettura sia sulla strada. Era da poco passata l’una del mattino, l’automobile con le quattro ragazze, una Fiat Punto, stava andando verso il parco Tav, nei pressi dei Regi Lagni. È uscita di strada mentre percorreva via Sant’Arcangelo, lo stradone che dal centro di Caivano prosegue per diversi chilometri tra le campagne della periferia. Forse l’alta velocità o la scarsa illuminazione potrebbero aver fatto perdere il controllo alla ragazza alla guida, che non sarebbe riuscita a evitare il palo della luce.

Per Irene, seduta davanti, sul lato passeggero, non c’è stato nulla da fare: è probabilmente morta sul colpo, i sanitari del 118 hanno potuto soltanto constatare il decesso. Le tre amiche sono rimaste ferite ma nessuna in modo grave, per loro i medici hanno escluso il pericolo di vita. In via Sant’Arcangelo sono intervenuti i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi al fine di ricostruire la dinamica e i motivi dell’incidente.

Nel 2017 un altro grave lutto colpì la famiglia, Giuseppe, papà di Irene, fu ucciso in un agguato.

Il dolore per la morte del papà, a cui era molto legata,  ha segnato la sua vita ma non le aveva tolto la voglia di vivere. In uno dei suoi post scriveva: “Ti hanno portato via da me, mi hanno tolto per sempre mio padre dalla mia vita.. ma com’è successo? Tu prima di scendere mi sorridevi con quella tranquillità come se dopo fossi tornato, e che mi avresti sorriso ancora una volta. Sarò forte, per te e per mamma, darò il meglio di me stessa. Ma non negherò che mi mancherai babbo..Non sono pronta ad una vita senza quegli occhi blu, mi accontenterò del colore del cielo con la consapevolezza che l’hai messo tu quel azzurro. Tu mi appartieni nell’ anima, non sai quanto ti amo”

Ancora: “Ciao Papà, c’è chi giurerebbe che il Natale vuol dire famiglia e non che abbiano torto, adesso io il Natale non lo sento più. Ogni scena, ogni addobbo, tutte le strade colorate ogni notte e ogni giorno mi riportano da te vado avanti e torno indietro, come se girassi in tondo. Mi manca dirti due parole e buon natale, il suono della tua voce che ho paura di dimenticare mi manca baciarti la guancia mi manca ridere insieme, le classiche cose semplici che noi essere umani tendiamo a complicare iniziando a litigare, mi manca anche  litigare. C’è chi giurerebbe che il Natale significa famiglia, io di notte giro in tondo tra la mia stanza e non riesco a dormire, certe volte ho paura di sognare altre ho paura che i sogni resteranno solo sogni. Voglio che tu sappi che dentro ogni cosa che ho visto negli anni in cui non c’eri nei successi, nei volta stomaco che noi esseri umani tendiamo a farci venire quando vediamo la cattiveria girare in tondo e poi tornare, e poi nelle mani di chi mi ha voluto bene, nelle strade che ho percorso col sorriso sul volto, nei successi, nelle vittorie, nei tatuaggi, nella pelle fin dove nessuno può arrivare c’eri tu. Certe cose nemmeno la morte le può cambiare. Hai visto? Noi essere umani pensiamo che morire sia solo sparire, eppure tu hai lasciato qualcosa nel mondo, e di sicuro qualcosa di incasinato e di irrisolto, ma qui dentro me, batte un cuore che sa di te come il profumo di Natale, una conchiglia piena di mare e se non ti avessi conosciuto ho l’impressione che non saprei respirare e sono qui con un cuore per due che batte da capodanno fino al Natale che c’è chi giurerebbe che vuol dire famiglia e non che abbiano torto ma io non lo sento più perché famiglia papà per me è la sedia vuota dove ti sedevi tu.”

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