Giovedì la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro di prevenzione finalizzato alla confisca di beni, emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti dell’imprenditore Salvatore De Francesco. Per la Procura partenopea si tratta di un 60enne di elevata pericolosità sociale poiché indiziato di appartenenza a contesti di criminalità organizzata nell’ambito del territorio di Napoli, in particolare nei quartieri di Sant’Erasmo e San Giovanni a Teduccio, con interessi economico-criminali consolidati anche sull’importante arteria di via Nuova Marina nonché nella nevralgica area del Porto di Napoli.
Il destinatario del provvedimento ablativo risulta indiziato di appartenere al clan Montescuro, diretto dal defunto Carmine Montescuro. Il boss ‘o Munuzz era particolarmente attivo nel settore delle estorsioni e dell’usura, nonché negli appalti e nelle commesse per i lavori di riqualificazione della zona orientale di Napoli, con particolare riferimento all’area portuale partenopea.
Affari sui carburanti e ricambi auto
Il decreto di sequestro emesso dall’Autorità Giudiziaria ha colpito un articolato compendio patrimoniale acquisito in un arco temporale coerente con le epoche di manifestazione della conclamata pericolosità sociale, interessando in particolare: beni immobili, tra cui case , diverse autorimesse e/o posti auto situati nel Centro Direzionale.
La totalità dei beni strumentali di tre società, di cui una operante nel settore degli impianti di distribuzione di carburanti e due attive nel commercio di parti, accessori e ricambi per auto e motoveicoli; diversi rapporti finanziari e assicurativi accesi presso istituti bancari e Poste Italiane.
Le ricchezze
Il provvedimento, che riveste natura cautelare e non definitiva, è stato adottato in accoglimento della proposta avanzata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica e dal Questore di Napoli, scaturita da un’articolata attività di accertamento patrimoniale condotta da personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli, che ha fatto emergere una sistematica e prolungata accumulazione di ricchezza, ritenuta allo stato degli atti del tutto sproporzionata rispetto ai redditi formalmente dichiarati e riconducibile, ai fini dell’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, a dinamiche di matrice criminale.
L’arresto e la condanna di De Francesco
L’imprenditore De Francesco è stato arrestato nell’ottobre del 2019 in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, è stato poi condannato in primo grado ed in via ancora non definitiva in appello, per la partecipazione al predetto clan e per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le emergenze investigative e giudiziarie valorizzate nell’ambito del procedimento di prevenzione hanno delineato, ai fini della misura adottata, un profilo di pericolosità sociale qualificata e un compendio patrimoniale ritenuto nella disponibilità effettiva del proposto, benché in parte formalmente intestato anche a familiari.


