È in programma sabato 3 ottobre alle 10, in piazza del Gesù, il presidio promosso a Napoli contro il caro vita, l’aumento dei prezzi della benzina, il caro affitti e i salari ritenuti insufficienti. L’iniziativa sarà l’occasione per lanciare una nuova campagna cittadina dedicata all’emergenza sociale.
I promotori hanno annunciato un concentramento con gazebo e materiale informativo. In base alle condizioni che si creeranno durante la mattinata, il presidio potrebbe trasformarsi in un corteo diretto verso la Prefettura, dove gli organizzatori intendono chiedere l’apertura di un tavolo urgente sui temi del carovita, degli affitti e dell’emergenza sociale.
Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto i rincari registrati negli ultimi anni. Secondo i dati citati dagli organizzatori, dal 2021 i prezzi dei beni alimentari di prima necessità sarebbero aumentati mediamente del 25%, con incrementi ancora maggiori per alcuni prodotti.
Luce, gas e affitti: “Vivere in città è sempre più difficile”
Nel mirino della protesta anche l’aumento delle bollette di luce e gas e la crescita dei canoni di locazione. Gli organizzatori sottolineano le difficoltà affrontate da famiglie, giovani e studenti fuori sede, indicando il costo degli affitti come una delle principali voci di spesa.
La mobilitazione punta inoltre il dito contro gli extraprofitti delle società energetiche, quantificati dai promotori in oltre 40 miliardi di euro. Il tema è quello del divario tra gli utili delle grandi aziende e le difficoltà economiche vissute da una parte crescente della popolazione.
La protesta contro le spese militari
Un altro capitolo riguarda le spese militari e l’export di armamenti. Secondo i promotori, una parte maggiore delle risorse pubbliche dovrebbe essere destinata a sanità, scuola, trasporti e salari, anziché alle spese per la difesa.
Sono quattro, in particolare, le richieste avanzate: tassare gli extraprofitti, intervenire sul costo degli affitti e sulla speculazione immobiliare, contenere i prezzi dei beni alimentari e delle utenze essenziali e destinare maggiori risorse ai servizi sociali.
“Le famiglie non arrivano a fine mese, i colossi dell’energia e delle armi fanno miliardi“, è il messaggio scelto dagli organizzatori per presentare la mobilitazione.

