HomeCronacaClan Licciardi, in arrivo la stangata: in trenta a processo

Clan Licciardi, in arrivo la stangata: in trenta a processo

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Rischiano una vera e propria mazzata giudiziaria i 31 indagati arrestati lo scorso dicembre in un maxi blitz che ha scompaginato il ‘nuovo corso’ del clan Licciardi della Masseria Cardone e i loro alleati. Il gip Rossella Grassi, accogliendo la richiesta del pubblico ministero della Dda di Napoli Maria Sepe, ha fissato per il prossimo settembre l’udienza preliminare che vedrà alla sbarra ras e gregari del gruppo, ‘colonna’ dell’Alleanza di Secondigliano.

In aula Paolo Abbatiello, Maurizio Attrattivo, Gianluca Cafarelli, Vincenzo Caiazzo, Gennaro Cannavacciuolo, Raffaele Cardamone, Luigi Carella, Giuseppe Celentano, Maurizio Cella, Armando Ciorfito, Luigi Damasco, Giuseppe Di Martino, Carmine Esposito, Gennaro Esposito, Luigi Esposito, Massimiliano Esposito, Raffaele Esposito, Rosa Esposito, Salvatore Esposito, Gianfranco Fasano, Martina Ferrara, Alessandro Giannelli, Giuseppe Lucarelli, Filomena Malena, Francesco Marzano, Salvatore Montanino, Giuseppe Pellegrino, Vincenza Russo, Salvatore Sapio, Salvatore Savarese, Pasquale Savio e Giovanni Strazzullo.

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Il pool difensivo sarà invece composto, tra gli altri, dai penalisti Domenico Dello Iacono, Leopoldo Perone, Roberto Saccomanno, Claudio Davino, Rocco Maria Spina, Luigi Poziello, Giuseppe De Gregorio, Michele Caiafa, Dario Carmine Procentese, Carlo Ercolino, Luigi Senese e Fabio Visco.

Il blitz scattò nel dicembre scorso con i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli in azione: i militari hanno ricostruito l’attività di intermediazione del clan Licciardi tra debitori e creditori, accertando che pure il clan Mazzarella era dedito ad essa. Lo dimostrerebbe l’episodio in cui un imprenditore che, sollecitato dai Licciardi a pagare, chiese aiuto ai Mazzarella, che però sancirono la legittimità della richiesta avanzata dai rivali.

Sul fronte della gestione delle case popolari, dall’inchiesta era emerso il caso di una famiglia costretta a pagare per tenersi la casa che le era stata assegnata. Adesso per il gruppo la Procura vuole porre la parola fine.

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