clan Mallardo
I fratelli Ciccio e Francesco Mallardo

“Il monopolio degli affari illeciti nei territori di pertinenza, un forte potere economico ed una spiccata capacità rigenerativa degli organici nonostante restino detenuti i due fratelli ritenuti a capo del sodalizi”. Questa l’ultima descrizione che la Dia fa del clan Mallardo. La cosca è ritenuta dall’Antimafia una delle organizzazioni criminali più potenti d’Italia, anche grazie alle sue strette alleanze con i clan napoletani dei Contini e Licciardi con cui forma l’Alleanza di Secondigliano. Ma anche con i clan dei Casalesi e le cosche limitrofe come i Polverino ed i Ferrara Cacciapuoti.

L’ultima relazione della Dia parla del clan Mallardo

La Dia fa rientrare il clan Mallardo tra le organizzazioni più solide. “Hanno preservato nel tempo il controllo del territorio consolidando la propria capacità di gestire gli interessi criminali anche nel resto del Paese e all’estero. Nel territorio di Giugliano il clan Mallardo  è riuscito a espandere la propria influenza anche in altre zone dell’hinterland napoletano. Ciò grazie alle coalizioni con altre organizzazioni criminali e alle connivenze con il mondo politico ed imprenditoriale. Alleanze finalizzate all’infiltrazione soprattutto nei settori dell’edilizia e degli appalti. Il sodalizio assieme ai clan Licciardi e Contini è al vertice dell’Alleanza di Secondigliano. Ma manterrebbe collaborazioni anche con i Ferrara di Villaricca e con le famiglie Nuvoletta e Polverino. Nel casertano risulta legato ai Casalesi prendendo parte con i Bidognetti e con il clan napoletano Licciardi alla federazione criminale denominata “gruppo misto”.

Il clan Mallardo, dunque rappresenta una delle organizzazioni camorristiche più strutturate del panorama criminale campano con una catena di comando che garantisce al gruppo la massima coesione e il monopolio degli affari illeciti nei territori di pertinenza, un forte potere economico e una spiccata capacità rigenerativa degli organici nonostante restino detenuti i due fratelli ritenuti a capo del sodalizio (Ciccio e Peppe Mallardo), mentre la sorella del defunto boss storico dei Mallardo sia sottoposta alla misura alternativa della detenzione domiciliare.

Il clan Mallardo attivo anche in Italia

Gli esiti giudiziari hanno evidenziato anche la proiezione del clan in altre regioni, in particolare nel Lazio e in Toscana, finalizzata al riciclaggio di capitali grazie ad una rete di professionisti e di imprenditori conniventi. Nel dettaglio, il Prefetto di Arezzo nel semestre in esame ha emesso due interdittive antimafia nei confronti di aziende collegabili alla criminalità napoletana. Tra di esse figura una cooperativa che gestisce strutture riabilitative a carattere socio-sanitario.

E’ ritenuta a rischio di infiltrazione mafiosa. La causa sono i legami sussistenti tra un elemento della compagine societaria e i clan Mallardo, Pesce-Marfella di Pianura ed i Casalesi. I Mallardo hanno da tempo esteso la propria influenza anche sull’area urbana di Qualiano. Qui tuttavia si registra una rinnovata operatività del clan De Rosa come emerso dall’indagine che il 29 settembre 2020 ha portato all’arresto di 3 pregiudicati ritenuti responsabili di diverse condotte estorsive.

Decessi, scarcerazioni, arresti eccellenti e sequestri: il clan Mallardo in continua mutazione

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