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mercoledì, Luglio 17, 2024
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Colpito nell’agguato e poi dall’indagine della Finanza, il profilo del ras Naturale

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La luce degli inquirenti su Ciro Naturale si è accesa lo scorso 8 luglio quando il ras del De Micco-De Martino venne ferito da numerosi colpi d’arma da fuoco all’addome, alla clavicola e all’orecchio sinistro. Un raid di stampo chiaramente camorristico e logicamente collegato alla faida di Ponticelli.

Ricoverato in ospedale, Naturale è poi tornato sul territorio dove, insieme al figlio e al cognato, avrebbe intrapreso azioni intimidatorie, consumate anche con l’uso di armi da fuoco, nei confronti di soggetti che non avevano pagato rilevanti partite di droga per decine di migliaia di euro. Da qui è partita la misura restrittiva, confermata lo scorso ottobre dal Tribunale del Riesame.

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SEQUESTRATO IL TESORO DEL RAS NATURALE

Oggi il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e il personale della Squadra Mobile della Questura di Napoli, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Naturale.

Il provvedimento trae origine da indagini della Polizia di Stato, dirette dalla Procura della Repubblica, che lo scorso 14 settembre hanno portato all’adozione di un’ordinanza di convalida del fermo e contestuale applicazione di misura cautelare nei confronti del ras dei De Micco-De Martino, del figlio e del cognato, in quanto gravemente indiziati dei reati di detenzione e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico, nonché tentata estorsione, aggravati dal metodo mafioso.

GLI ACCERTAMENTI SULL’UOMO DEL CLAN

Gli accertamenti economico-patrimoniali del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli hanno fatto emergere significative incongruenze in un lunghissimo arco temporale (compreso tra il 2010 e il 2023) tra il valore dei beni nella disponibilità del principale indagato (attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Avellino) e del suo nucleo familiare e i redditi dichiarati o le attività economiche svolte.

Tale circostanza, sintomatica di un’illecita accumulazione patrimoniale protratta nel tempo, è alla base del sequestro preventivo eseguito oggi, avente ad oggetto un’abitazione ad uso civile comprensiva di box auto, due autovetture e le giacenze sui rapporti bancari e finanziari nella disponibilità dell’indagato, anche per interposta persona, per un valore complessivo stimato di circa 1 milione di euro.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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