“Stasera il decreto ottobre”, Conte annuncia le novità sul Covid

E' pronto il decreto ottobre di Giuseppe Conte
E' pronto il decreto ottobre di Giuseppe Conte

 “Cercheremo di licenziare il Dpcm già stasera”. Lo ha detto a Taranto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte sul decreto ottobre. 

I contagi in Italia sono aumentati ma sono inferiori ad altri Paesi. In un giorno la Francia ha avuto +27mila contagi”.
Stop alle feste private e più controlli. Ci sono delle “cose essenziali ed altre no”, ha spiegato Speranza anticipando il decreto ottobre
Agiremo sugli assembramenti e sugli orari dei locali“. Riferendosi ad alcune misure che lunedì saranno oggetto di confronto con le regioni per poi essere recepite nel nuovo Dpcm, Speranza ha annunciato anche interventi sugli sport dove non e’ possibile usare mascherine o mantenere le distanze.

E’ pronto il decreto ottobre di Giuseppe Conte 

Il 75% dei contagi avviene nelle relazioni familiari. “Si abbassa la guardia e ci si toglie la mascherina”. Da qui la stretta sulle feste private, non solo tra giovani, e sugli assembramenti. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ su Rai.
Le nuove norme anti-Covid in arrivo sono “nazionali”. Le Regioni avranno la possibilità di agire su norme più restrittive, ha detto Speranza, sottolineando che “non ci sono le condizioni per nessun lockdown nazionale per nessun territorio”.

Il vaccino 

Dalle Regioni è stato acquistato il 70% in più dei vaccini antinfluenzali e il mio invito è di fare il vaccino”.Lo ha detto il ministro della Salute rispondendo a una domanda sulla carenza di vaccini. “La campagna antinfluenzale – ha tenuto a sottolineare il ministro – sta partendo in anticipo in tutte le regioni”.

“In queste ultime ore abbiamo iniziato ad utilizzare anche i test antigenici che sono test più rapidi e che ci aiuteranno. Cinque mln sono in arrivo, verranno usati nelle scuole, stiamo lavorando per provare ad aprire anche l’opportunità di un utilizzo negli studi dei medici di medicina generale e questo potrebbe essere chiaramente un grande passo in avanti”. E in merito alle code per i tamponi Speranza ha risposto: “In queste ore e’ stato fatto un lavoro straordinario. Si raddoppieranno i drive-in nel Lazio a partire da domani, c’è un lavoro importante di rafforzamento della nostra rete territoriale”. Sul piano dei reagenti “il problema è stato risolto dal commissario Arcuri già da diversi mesi. È chiaro che dobbiamo continuare a lavorare su questo terreno, a marzo e ad aprile si facevano circa 30mila tamponi ora siamo a 130mila al giorno”.

No ad un nuovo lockdown

“Lo voglio dire chiaramente, l’Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale”. Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ‘Mezz’ora in più’ su RaiTre.

“Io posso dire una cosa. A febbraio non eravamo assolutamente preparati, non avevamo niente, neanche come filiera produttiva. Adesso abbiamo un Paese che può avere delle disfunzioni, ma si è attrezzato e ha dimostrato di saper affrontare l’emergenza. Questo è un Paese che non deve essere troppo duro con sé stesso. Le terapie intensive sono attrezzate”, aggiunge Di Maio, sottolineando che nell’emergenza “io non dico che siamo all’ultimo miglio. Noi, grazie all’accordo con Oxford University, entro fine anno avremo le prime dosi del vaccino. E dobbiamo superare e dall’inizio dell’anno prossimo inizieremo le vaccinazioni”, spiega Di Maio, secondo il quale “l’Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale”.

“Oggi non ci sono le condizioni per tornare al lockdown, c’è bisogno di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento di responsabilità“. Lo dice a ‘Mezz’ora in’ su Rai 3 il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri citando un dato: “il 31 marzo c’erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 10 ottobre ce n’erano 390”. E’ “il segno – sottolinea – della risposta che il sistema ha dato rispetto all’epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati”.

Saranno i medici di base ad effettuare i test antigenici rapidi. Arcuri ha spiegato che ieri si è chiusa la gara per 5 milioni di test alla quale hanno partecipato 39 imprese. “Ci servirà qualche giorno per valutare le offerte ma entro una settimana, dieci giorni li acquisiremo – ha detto Arcuri – Molto velocemente metteremo in campo questi strumenti e lo faremo non solo per porti e aeroporti ma ci sarà anche un certo numero a disposizione dei medici di medicina generale”. I test dunque, ha concluso, “arriveranno ai medici di base e sarà ancora più importante il lavoro che già stanno facendo”.

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