Estorsione per il clan Moccia tra Casoria e Afragola, condanne ridotte in Appello

Furono arrestati con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori edili di Casoria, condanne ridotte in Appello per Antonio Maldarelli, sorvegliato speciale, organico al clan camorristico egemone tra Afragola e Casoria; Tommaso Paribello, e Gaetano Tirino, 37 anni, entrambi di Afragola. Nel corso di attività investigative coordinate dalla Dda di Napoli, i militari dell’Arma documentarono che i tre si erano resi responsabili di tentate estorsioni aggravate dal metodo mafioso a imprenditori edili di Casoria.

La Terza Sezione della Corte di Appello di Napoli, presidente Carbone, ha ridotto le condanne inflitte in primo grado per Maldarelli (difeso dall’avvocato Nicola Saetta) a 6 anni e sei mesi di reclusione, per Tirino (difeso dall’avvocato Dario Carmine Procentese) a due anni e 9 mesi di reclusione e per Paribello (difeso dall’avvocato Michele Caiafa) in due anni e otto mesi di reclusione.

 

L’attività investigativa portò in cella i tre partì nel settembre del 2015, sulla scorta della denuncia della vittima, che resasi conto di essere nel mirino del cartello criminale capeggiato da “Lillino”, rompendo il muro dell’omertà, denunciò i fatti ai carabinieri della compagnia di Casoria, i quali avviarono le indagini riuscendo a mettere a fuoco una serie di estorsioni che comunque ed in ogni modo, le vittime non hanno voluto denunciare. Il modus operandi del cartello criminale facente capo a Maldarelli è sempre lo stesso, ovvero quello classico. La vicenda parte nel settembre del 2015, quando due uomini, a bordo di uno scooter – era un Beverly in uso a Tommaso Paribello – fiondarono in un cantiere edile di Casoria, intimando ad uno degli operai di riferire “Al mast che si sarebbe dovuto mettere a posto con gli amici di Casoria”. Un invito chiaro ed inequivocabile, che non ebbe l’effetto sperato perché “il mast”,ovvero il titolare dell’impresa,con estremo coraggio corse a denunciare l’accaduto, fornendo agli investigatori tutti gli elementi per rintracciare gli estorsori che riuscì finanche ad “immortalare”con il suo cellulare, gli estorsori subito dopo che avevano lasciato il cantiere edile teatro del tentativo di estorsione.