Le rivelazioni di Carmine Carminiello Polito stanno consentendo alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli di inquadrare al meglio la situazione criminale nell’hinterland di Napoli. L’ex affiliato al clan Ullero ha subito dato agli inquirenti diversi dettagli sulle sue attività in merito alle estorsioni, agli omicidi, allo spaccio di droga e al contrabbando di sigarette. Le informazione fornite dal pentito si innestano nelle attività svolte dalla DDA di Napoli che sta indagando sugli affari delle organizzazioni criminali di Napoli Nord nel traffico di droga, nelle infiltrazioni nelle amministrazioni comunali, nelle estorsioni e nei raid armati.
Le accuse del pentito Polito contro il boss dei Panzaruttari
Le dichiarazioni di Carminiello sono finite anche nell’indagine che nelle scorse settimane ha sgominato il gruppo dei Panzaruttari guidati dal boss detenuto.”Raffaele Nobile era detenuto, faceva le videochiamate sul telefono di I., che in un’occasione venne a casa mia per farmi parlare in video – chiamata con Nobile. Raffaele Nobile durante questa video – chiamata mi chiese di fare da tramite con un imprenditore di nome E, che io conoscevo in quanto aveva rapporti con il clan Ullero, a cui aveva già pagato altre estorsioni. E. doveva realizzare dei lavori ad Afragola e pertanto Raffaele Nobile voleva imporgli il pagamento dell’estorsione. Prima dell’arresto del Nobile, fummo proprio io e I .a segnalare al Nobile questo grosso lavoro che doveva fare E. ad Afragola. Io avevo avuto rapporti con tale G, un operaio che lavorava con E. e che per conto di E. aveva versato a noi del clan Ullero somme di denaro a titolo di estorsione“, ha detto Polito in un verbale depositato nell’ottobre 2025. Inoltre un mese dopo, Carminiello ha confermato l’attività del capoclan recluso a Siracusa: “Nobile Raffaele mi sollecitò anche a fare l’estorsione al cantiere vicino al Municipio di Afragola ma io chiesi a I. perché stesse incaricando me e non i suoi familiari, e così mi rifiutai di andare perché pensai che volevano esporre me ad un eventuale arresto. I. delle Giostre mi diceva che Raffaele Nobile dal carcere mandava ordini e imbasciate omissis…“.

