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Formiche al San Giovanni Bosco, giallo sul decreto ‘tappa buchi’ da 230mila euro

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Il caso della presenza delle formiche al San Giovanni Bosco è stato nuovamente affrontato nell’ultima indagine condotta contro il clan Contini. Nel novembre 2018 è stato pubblicato un video dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e poi c’è stata anche la denuncia del sindacato degli infermieri Nursing Up. Nelle immagini è stato possibile vedere una paziente intubata nel reparto di Medicina Generale coperta dagli insetti.

Il video della paziente coperta delle formiche

I magistrati della Procura di Napoli, coordinati da Nicola Gratteri, hanno scoperto le carenze igienico-sanitarie causate da una perdita di acqua putrida che allagava i bagni e l’ingresso del pronto soccorso a gennaio 2019. Sempre in quei giorni si è verificata la caduta dei pannelli della controsoffittatura in un’area del reparto ginecologico.

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L’arrivo di Verdoliva dopo lo scandalo delle formiche al San Giovanni Bosco

Quegli eventi hanno portato all’arrivo di Ciro Verdoliva alla direzione generale dell’Asl Napoli dopo le dimissioni del suo predecessore. Il dirigente uscente ha messo in relazione quegli episodi con le proprie azioni di contrasto agli abusivi che lavoravano nel parcheggio dell’ospedale, facendo inoltre riferimento alla gara per l’affidamento delle pulizie. Inoltre l’ex dirigente ha richiesto il certificato antimafia prima di concedere il rinnovo del contratto di locazione.

Il parcheggio e il bar all’epoca sarebbero stati gestiti dai fiduciari della cosca dell’Alleanza di Secondigliano. A confermare la tesi della Procura, ci sono anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: la buvette sarebbe stata affidata, tramite l’interessamento del clan Licciardi, a Teodoro De Rosa.

Il giallo sull’incarico da 230mila euro

Il 20 marzo 2019, Verdoliva ha dichiarato alla Procura di Napoli: “Ho trovato un decreto che riguardava un incarico diretto per tappare i buchi delle formiche per 231mila euro. La ditta era la P. Mi ha insospettito il decreto perché era di ratifica dell’incarico, cosa che non poteva essere giustificata dall’urgenza e dall’importo. Il decreto era il 202 del 7 febbraio 2019, ovvero due giorni prima della mia immissione, quando già si sapeva che ero stato nominato”.

La denuncia della chirurga sulla presenza delle formiche

Nel gennaio 2018, una chirurga ha denunciato la presenza delle formiche all’ospedale napoletano. La dottoressa avrebbe trovato il pavimento della sua stanza invaso tanto da formare un tappeto nero.  La situazione sarebbe stata dovuta all’inefficienza della ditta di pulizie e alla presenza di intercapedini da cui sarebbero entrati insetti, blatte e topi. Gli animali sarebbero stati attirati sia dal cibo sia dal glucosio somministrato ad alcuni pazienti. L’anno dopo la chirurga ha confermato le sue dichiarazioni ai carabinieri del Nas allegando una copiosa documentazione.

La nota dell’Asl

L’Asl Napoli 1 ha diffuso una nota dopo l’inchiesta sull’infiltrazione del clan Contini nell’ospedale napoletano: “In merito alle ultime notizie circolate circa gli arresti effettuati per attività illecite condotte nel presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco della ASL Napoli1 Centro, si precisa che detti arresti sono l’epilogo di indagini avviate negli anni 2019 e 2020. Oggi si è avuta notizia della chiusura delle indagini di cui sopra. Tutto il personale del presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco sta operando in piena continuità senza alcuna problematica di sorta. La Direzione Strategica della ASL inoltre comunica che ha pianificato un potenziamento della struttura del Presidio“.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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