Nel riquadro Marco Liguori

Un giovane ras di Marano, legato ai Pagano da vincoli familiari, si era messo contro il reggente del gruppo, Marco Liguori. Un comportamento il suo che non piaceva ai vertici degli Amato-Pagano che stavano cercando di riorganizzarsi. Tutto parte da una serie di intercettazioni a casa di un appartenente al clan che commenta la vicenda con un altro personaggio intraneo al sodalizio. I due, in particolare, commentano l’operato del giovane che si sarebbe appropriato di 6mila euro di pertinenza del clan e sarebbe stato coinvolto in un omicidio. Il delitto, secondo i due, sarebbe stato commesso dal giovane solo per assumere potere su Mugnano.

La decisione di Liguori

Liguori, reggente del clan, per punire il giovane avrebbe ordinato una spedizione punitiva affidando l’incarico a Salvatore Roselli. Il ras, detto ‘Frizione’, avrebbe affrontato il giovane ras e i suoi amici a Marianella. Tale azione scatenava la preoccupazione della madre del giovane che sarebbe andata a farsi le sue ragioni da tale Titina, alla quale chiedeva spiegazioni, in particolare di comprendere perchè Liguori aveva ordinato la morte del figlio. I due ras intercettati commentano che Liguori non avrebbe mai ordinato la morte del giovane ma in caso di suo arresto e passaggio del comando a Ferdinando Murolo il giovane ras non avrebbe avuto scampo:«Quelli devono ringraziare a San Marco, io spero che sta altri centocinquanta anni fuori ma quel giorno che tu vai carcerato io non guardo in faccia a nessuno perchè Nanduccio (Murolo ndr) il più buono uomo del mondo piglia e ti spara».

 

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