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domenica, Ottobre 2, 2022
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Fuga dalla Russia dopo il discorso di Putin: oltre 11mila hanno lasciato il Paese, 1300 arresti


Sono già più di undicimila i cittadini di sesso maschile che hanno lasciato la Russia dopo l’annuncio del presidente Putin della mobilitazione di 300.000 soldati riservisti. Quella che era la paura principale dei cittadini russi: la mobilitazione generale, è sempre stata negata come necessità dalle autorità russe. Nonostante questo però il presidente Putin ha deciso di ricorrere alla mobilitazione parziale. Pare quindi che la Russia attingerà alle proprie riserve militari a conferma il decreto già firmato del richiamo.

La paura e la fuga dalla Russia

In Russia la notizia della mobilitazione parziale pare non esser stata accolta con piacere. Appena giunta la voce della decisione di Putin infatti in Russia pare essere iniziata una corsa contro il tempo per accaparrarsi un biglietto d’aereo e scappare il più in fretta possibile. Non è infatti ancora chiaro se ai riservisti verrà negato di scappare dal paese quel che è certo è che la paura ha spinto gli uomini russi a cercare modi per fuggire. Le ricerche su Google di “come scappare dalla Russia” sono aumentate vertiginosamente nelle ultime ore. I numeri che però giungono a noi ora sono parziali, infatti con ogni probabilità la fuga dalla Russia continuerà fino a Domenica al netto di chiusure delle frontiere.

Nonostante non si possa quindi avere dei dati precisi sul numero effettivo di espatriati ne tantomeno sulle ragioni specifiche di ognuno arrivano dai vari voli dati curiosi. Infatti una compagnia del Golfo Persico ha riportato che vi è un elevato numero di voli “con quasi tutti i passeggeri maschi”. Dato che fa subito pensare ad una fuga di possibili riservisti verso altri paesi. La fuga repentina probabilmente è dovuta anche all’imprecisione con la quale il decreto russo descrive la mobilitazione.

Appena scoperto il richiamo alle armi tanti riservisti hanno infatti esplicitamente chiesto all’organizzazione per i diritti umani Agora se vi era possibilità di essere chiamati. Sfortunatamente però è molto difficile districare il decreto in quanto molto vago. Da una prima rapida lettura parrebbe addirittura possibile la chiamata di chiunque per mobilità parziale. “Non siamo pronti a esporre gli uomini del nostro Paese — fratelli, figli, mariti, padri e nonni — a pericoli morali, etici o fisici” si legge su una petizione firmata per frenare la mobilitazione. “Migliaia di uomini russi – i nostri padri, fratelli e mariti – saranno gettati nel tritacarne della guerra. Per cosa moriranno?” sottolinea il movimento democratico giovanile.

Si fugge in ogni modo..

Dove vanno questi uomini per sfuggire dal decreto russo? Anche qui non è possibile stabilire con certezza. Per ora si può solamente fare un bilancio relativo al primo viaggio. Infatti alcuni dopo il primo volo hanno se ne sono imbarcati su di un altro. La maggior parte è andata a Dubai, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Uzbekistan, Egitto ed Azerbaigian. Segnalate anche Serbia e Madagascar.

Chi fugge dalla Russia in queste ore deve scendere a compromessi anche con il repentino aumento dei prezzi dei voli dalla Russia. Infatti nella notte del 20-21 i prezzi dei biglietti si sono triplicati ed in alcuni casi aumentati di venti volte. Pare infatti che dopo l’annuncio di Putin alcuni abbiano pagato fino 11mila euro per un biglietto di sola andata per Dubai. C’è chi infatti ricorre a tutti i mezzi pur di evitare l’arruolamento, scappando in treno ed addirittura in bicicletta verso la Georgia.

 

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