«Fummo noi della Vanella a salvare gli Scissionisti», il racconto del superpentito

La guerra che ha rischiato di spaccare gli Amato-Pagano è stata risolta dalla vicinanza tra la fazione dei melitesi stanziata a Melito e quelli della Vanella Grassi. Questo è quanto almeno ha raccontato Antonio Accurso che è intervenuto sull’omicidio di Antonio Pastella ‘o russ e referente di Mariano Riccio durante la sua latitanza.

« Tra ottobre e novembre 2013 sino a marzo-aprile 2014 – ha riferito Accurso ai magistrati dell’Antimafia – non abbiamo comprato cocaina dagli Amato-Pagano; invero Cicciariello, ossia Russo Francesco Paolo (a capo della fazione dei melitesi di Arzano insieme a Renato Napoleone ndr), con cui ero in amicizia, mi diceva che vi era scarsità di merce, ma che una volta arrivata ci avrebbero rifornito. Ho anche affrontato la questione con i nuovi referenti del Riccio. ossia Tonino il Rosso (Antonio Pastella morto nel marzo del 2015 ndr) e Tonino il Chiattone (Antonio Ruggiero ndr)». Il racconto del collaboratore di giustizia prosegue poi evidenziando i contrasti in atto nel gruppo e la ‘guerra fredda’ in atto nel clan: «Era Natale 2013: in quel periodo Cicciariello si era allontanato, come ho già detto. perché erano in crisi i suoi rapporti con il Riccio per la presenza dei maranesi, per cui stava molto con noi della Vinella e mi ha confessato degli omicidi. In diverse occasioni ho inviato, tramite Cicciariello, i miei saluti a Renato, che all’epoca era in comunità, perché ero consapevole che tra i due vi fosse un certo rapporto, che poi ho capito esserci dopo l ‘arresto di Mariano, del resto con Cicciariello c’era sempre un giovane: tale Angioletto, parente di Renato. Dopo l’arresto di Mariano (Mariano Riccio)i rapporti interni al clan Amato-Pagano si rompono: di qui due omicidi, quello di Tonino ‘o chiattone e quello del ragazzo di Casandrino, entrambi vicini a Mariano».