franco battiato

Si sono chiusi poco prima delle 6 di ieri mattina gli occhi curiosi di Franco Battiato sul mondo. Nella sua casa di Milo, sulle pendici dell’Etna, dalla cui terrazza l’artista poteva vedere, nelle giornate d’azzurro intenso, anche il mare e la sua Riposto, il paese dove era nato 76 anni fa. Accanto a lui i familiari più stretti, il prete che lunedì pomeriggio gli aveva impartito l’estrema unzione, i fidati collaboratori. I funerali oggi in forma privata (e un servizio d’ordine in previsione che gruppi di ammiratori si muovano in pellegrinaggio verso Milo come avevano già fatto con affetto due anni fa).

Gli ultimi anni li ha passati quasi in ritiro, in casa, a Milo, sulle pendici dell’Etna, lo stesso posto scelto da Lucio Dalla come residenza estiva. Il pubblico italiano lo ha ascoltato per l’ultima volta durante l’ultimo festival di Sanremo. Grazie a Colapesce e Dimartino che, nella serata delle cover, hanno interpretato “Povera Patria”, dando spazio alla voce del Maestro.

Il cantautore era nato a Jonia il 23 marzo del 1945. Ha spaziato tra una grande quantità di generi, dalla musica pop a quella colta, toccando momenti di avanguardia e raggiungendo una grande popolarità.

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