Gomorra 4. Genny chiede aiuto a O’ Maestrale: come il killer di Cutolo che mangiò il cuore in carcere

La serie tv Gomorra, tratta dall’omonimo best seller di Roberto Saviano, è un successo nazionale e si ispira evidentemente a fatti di cronaca e boss della camorra realmente esistiti. Ieri nell’episodio 9 e 10, che ha tenuto incollati davanti allo schermo milioni di telespettatori i riferimenti a fatti di cronaca realmente accaduti non sono mancati. In una delle scene finali, Genny Savastano, anzi, Don Gennà, si incontra con un uomo di fiducia di O’ Maestrale.

A quanto pare questo oscuro individuo non ha potuto presentarsi personalmente all’incontro a causa di un imprevisto. Genny risponde di non preoccuparsi: sa bene cosa significa vivere stando sempre allerta. Il rappresentante è perplesso: pensavano tutti che si fosse ritirato. “E’ vero, ma ora ho i soldi, le conoscenze e le capacità. Soprattutto, ho la necessità di riprendermi tutto ciò che è mio.” Ribatte Genny, citando inconsapevolmente suo padre.

Il rappresentante ha un’altra domanda per lui: perché proprio U’ Maestrale? Perché “la prossima sarà una guerra lunga e faticosa, e un uomo che ha avuto il coraggio di mangiare il cuore del proprio nemico dentro il carcere è un uomo pronto a tutto.” Don Gennaro ha bisogno di una persona così, e poco importa se dopo quel gesto ci sono stati vent’anni di carcere in massimo isolamento e il voltafaccia generale degli ex compagni, perché prima c’è stata un’ambizione esagerata. E quella è una cosa che non muore mai.

Lampante ed immediato per molti è risultato il riferimento a Pasquale Barra , che fu luogotenente di Raffaele Cutolo. Barra, 72 anni, soprannominato “‘o animale” era uno dei più feroci killer della camorra. Uccise con 40 coltellate Francis Turatello, profanandone il cadavere, ma commise anche numerosi altri delitti.  Barra avrebbe azzannato le interiora di faccia d’angelo e, secondo alcuni testimoni, gli avrebbe strappato il cuore e l’avrebbe preso a morsi, forse anche mangiato un pezzo.
Barra nel 1983 decise di collaborare con la giustizia e accusò ingiustamente anche Enzo Tortora.