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I figli di Gennaro Costanzo: “Mamma non sa che papà è morto, potrebbe sentirsi male”

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È ricoverata all’Ospedale del Mare in condizioni molto gravi Carmela Formisano, 50 anni, rimasta coinvolta nel drammatico incidente stradale avvenuto domenica mattina lungo i tornanti di via Veseri, a Massa di Somma. La donna ha riportato fratture al bacino, alle costole e all’anca, oltre alla rottura del naso e a venticinque punti di sutura sul volto. Non sa ancora, però, che il marito Gennaro Costanzo, 55 anni, è morto sul colpo nello scontro frontale tra la loro Ford Ka e un Suv. I due coniugi, residenti a San Sebastiano al Vesuvio, viaggiavano insieme al nipotino di tre anni.

A raccontare il dramma sono stati i figli Luigi e Melania, intervenuti in diretta durante la trasmissione Campania 24 su Canale 9, condotta da Vincenzo Mele con l’inviata Patrizia Panico. Luigi ha ricostruito quei momenti terribili, iniziati intorno alle 10 di domenica, quando la sorella lo ha avvertito dell’incidente: “Corri, mamma e papà hanno avuto un brutto incidente e papà è svenuto”. Una volta arrivato sul posto, il giovane ha capito immediatamente che per il padre non c’era più nulla da fare: “Appena l’ho visto ho capito che non era svenuto, era morto sul colpo”, ha raccontato dall’esterno dell’ospedale.

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La famiglia ha scelto di non comunicare ancora a Carmela la morte del marito, seguendo le indicazioni ricevute dai medici: “Ci hanno spiegato che viste le condizioni critiche in cui versa nostra madre apprendere una simile notizia potrebbe provocarle un infarto fatale. Abbiamo dovuto tacerle la verità, ma è un peso che non si può portare troppo a lungo”.

Il nipotino di tre anni salvato dalla nonna

Nel racconto dei figli emerge anche la drammatica situazione del bambino, che si trovava nell’auto dei nonni al momento dell’impatto. Il piccolo, di appena tre anni, sarebbe stato protetto dalla nonna con il proprio corpo e le proprie braccia. Dopo lo schianto è riuscito a uscire dall’abitacolo distrutto, ritrovandosi da solo sul marciapiede, in stato di shock, prima dell’intervento di alcuni passanti.

La madre Melania ha raccontato le conseguenze psicologiche che il piccolo sta affrontando: “Mio figlio ha tre anni e continua a ripetere ossessivamente bom, nonno bua, nonna bua. La notte non dorme e piange ininterrottamente. Chi guidava l’auto e non ha prestato soccorso ha lasciato mio padre morto in macchina, mia madre insanguinata e un bimbo di tre anni da solo sul marciapiede col rischio che venisse travolto da altre vetture”.

La ricostruzione dell’incidente

Sulla dinamica dell’incidente, la donna ha riferito anche quanto ricostruito dalla madre. Secondo questa versione, la Ford Ka condotta da Gennaro Costanzo procedeva regolarmente nella propria corsia e a velocità contenuta. L’uomo avrebbe tentato di frenare quando si è trovato davanti il Range Rover che, provenendo dalla curva, avrebbe invaso la corsia opposta. L’impatto è stato devastante.

Arrestato il conducente del Suv

Alla guida del Suv a noleggio c’era un venticinquenne della zona, che non aveva mai conseguito la patente e che, dopo lo scontro, si era allontanato senza prestare soccorso. Successivamente il giovane si è presentato ai carabinieri, accompagnato dal proprio legale. Per lui è scattato l’arresto con le accuse di omicidio stradale aggravato e omissione di soccorso, mentre i due amici che viaggiavano con lui sono stati denunciati a piede libero.

I figli della coppia chiedono ora che venga fatta piena luce sull’accaduto. Luigi ha concluso il suo intervento con parole molto dure: “La parola vendetta non appartiene al mio vocabolario, ma pretendo giustizia. Chi ha commesso questo reato senza patente, scappando di fronte a un bimbo e a una donna moribonda, deve pagare fino in fondo”.

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