E’ morto stamattina intorno alle 10.30 a Roma il regista Tinto Brass. Ne danno notizia all’ANSA la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass. Per ora la famiglia prevede per i funerali una cerimonia strettamente privata. Era nato a Milano il 26 marzo 1933.
Regista, sceneggiatore, montatore e scrittore italiano, considerato il maestro del cinema erotico italiano, “Tinto”, all’anagrafe Giovanni, era nipote del pittore Italico Brass, sposato con una donna russa con la quale si era trasferito da Gorizia a Venezia, acquistando l’Abbazia della Misericordia, dove esponeva. Nato a Milano, aveva studiato Giurisprudenza ma si appassionò subito al cinema. Tra i suoi film più conosciuti Salon Kitty (1976), La chiave (1983), Caligola (uscito nel 1984), Miranda (1985), Capriccio (1987), Paprika (1990) e Monella (1998).
Gli anni di maggior successo
Gli anni di maggior successo Sono quelli di “Paprika” (1991), che lancia Debora Caprioglio, e “Così fan tutte” (1992) con l’esordiente Claudia Koll. Le piccanti discussioni e le roventi polemiche suscitate dai suoi lungometraggi contribuiscono a rendere famose le attrici protagoniste. A cominciare da “L’uomo che guarda” (1994), liberamente tratto da un romanzo di Alberto Moravia, l’interesse del pubblico per i suoi film sembra invece scemare. Segue la commedia erotica autobiografica “Fermo posta Tinto Brass” (1995) in cui è anche attore come in molti dei suoi film, “Monella” (1998) dove si riprendono parti dello script di “Il macellaio e la fornaia”, “Tra(sgre)dire” (2000) e “Senso ’45” (2002) con Anna Galiena, rilettura in chiave erotica, ambientata a Venezia nel 1945, del racconto di Camillo Boito “Senso”, da cui Luchino Visconti aveva tratto nel 1954 l’omonimo film.
Leggi anche
A 70 anni gira “Fallo!” (2003), film a episodi d’ispirazione boccaccesca che in quanto a trama non si differenzia molto dagli altri. Il successivo “Monamour” del 2005 esce direttamente in DVD l’anno successivo. Nel 2013 viene proiettato alla 70ª Mostra del Cinema di Venezia il documentario “Istintobrass”, realizzato dal suo collaboratore storico Massimiliano Zanin.
