Valentino Gionta venne arrestato nel giugno del 1985 a Marano. Il fondatore del clan di Torre Annunziata controllò il traffico di droga sfruttando la sua egemonia sul mercato ittico e la sua affiliazione a Cosa Nostra: Gionta era alleato dei Nuvoletta e sostenuto dalle cosche mafiose di Palermo. Il suo clan aderì al cartello criminale della Nuova Famiglia che sconfisse la NCO di Raffaele Cutolo.
A distanza di 40 anni dalle manette al Valentino, oggi è tornata in carcere la moglie Gemma Donnarumma. La DDA di Napoli l’ha accusata di essere la ‘mente’ dietro le strategie dell’organizzazione criminale, inoltre la 71enne avrebbe organizzato un autonomo giro di estorsioni nei confronti di imprenditori non inseriti nella ‘Lista’ dei ras del clan. Secondo le accuse della magistratura, Donnarumma ha incaricato un emissario per riscuotere i soldi destinati al sostentamento del marito Valentino Gionta.
“Fai il regalo o fai il regalo”
Nell’ordinanza di custodia cautelare è stato ricostruito un episodio estorsivo. Il 21 giugno del 2023, Donna Gemma avrebbe ordinato all’affiliato Amedeo Rosario Mas di avvicinare un imprenditore di Torre Annunziata per farsi dare la seconda tranche del pizzo, dopo un primo pagamento di 2500 euro.
L’estorsore doveva portare la vittima in una casa vicina a quella della 71enne dove lei sarebbe stata presente. “E… lo mando a chiamare sopra da… ah, chiamami sopra! da me! caso mai non ci sono… aspetta a me! Posso andare domani e anche dopodomani? Si… ti ho detto di si e basta“, questa le parole intercettate di Donnarumma.
Ad agosto doveva esserci la consegna della restante somma di denaro proprio in un periodo, come quello delle feste di Natale e di Pasqua, in cui c’è l’aumento della pressione estorsiva dei clan. Decisamente eloquenti erano le parole di Mas: “Domani ho appuntamento alle cinque e mezzo.. .lo so! quello fatti dire dove stà.. .chi lì va a prendere?…il necessario è che tu gli dici, fai il regalo, o fai il regalo!… “.
Raffica di arresti contro gli affiliati al clan Gionta, 19 indagati