“Il fatto non sussiste”, militanti di Casapound di Napoli assolti dalle accuse di banda armata

Tutti assolti i militanti di “Casa Pound” di Napoli dalle accusa di associazione sovversiva e banda armata in quanto “il fatto non sussiste”. La seconda Corte di Assise di Napoli (presidente Alfonso Barbarano) non ha condiviso la linea dell’accusa, rappresentata dal pm Catello Maresca, nell’ambito del maxi-processo nei confronti di militanti di Casapound.
Solo una la condanna, a tre anni, inflitta ad Enrico Tarantino, per porto e detenzione in luogo pubblico di ordigni esplosivi, precisamente quattro bottiglie incendiarie.

Alla sbarra c’erano 35 attivisti di Casapound. Oltre alla assoluzione dal reato associativo, i giudici hanno disposto la prescrizione per i reati satellite che pure erano al cuore delle accuse e che riguardavano gli scontri e le azioni violente contro gli antagonisti della Rete che si verificarono tra il 2010 e il 2011. Tra gli imputati assolti ci sono Emmanuela Florino, figlia dell’ex parlamentare e una dei leader di Casapound assieme a Enrico Tarantino, Giuseppe Savuto, Andrea Coppola ed altri attivisti. Soddisfatti gli avvocati del pool difensivo tra cui gli avvocati penalisti Carlo Carandente Giarrusso Guido, Raffaela Terrestre, Palumbo, De Maio, Giovanni Bellerè, Elena Lepre, Riccardo Cafaro, Mauro Tornincasa. Unica condanna, quella a tre anni per Tarantino, ma solo per porto in luogo pubblico di materiale esplosivo.