“Noi siamo persone perbene e non vogliamo essere tacciati come camorristi o delinquenti”. Chiedono chiarezza e trasparenza i commercianti di Arzano. E’ notizia di ieri delle minacce subite dal giornalista Mimmo Rubio e dell’allarme lanciato della Procura di Napoli che ha avanzato l’ipotesi della mano della camorra dietro la rivolta contro il lockdown. “Basta col fango su di noi – scrivono in una lettera –  ci corre l’obbligo di urlare a gran voce che tra le persone scese in piazza oggi non vi erano assolutamente camorristi ma solo artigiani, imprenditori e commercianti. Padri, madri, figli, insomma persone perbene, esasperate dalla ormai snervante e paradossale situazione che Arzano vive, non solo commercialmente”. 
Siamo estremamente provati dalla inibente situazione in cui versa la Città dopo i fatti di questi giorni. Restiamo sgomenti dinanzi all’assordante silenzio delle istituzioni che annichilisce gli animi di chi, come Noi, ogni giorno combatte per il proprio vivere alzando una serranda. 

Persone stanche dunque, le quali trovano comunque la forza per scendere in piazza a manifestare “ancora”, nonostante stiano appena tornando, a bordo dei propri scooters, da un incontro in Prefettura a Napoli. Bene signori questi spacciatori di pizze, abiti, caffè, mobili, motori, ecc, si devono sentir dire di essere “camorristi che fanno le stese”!!!
Le stese….?! Noi???!!!!
Noi “stese”, come si dice a Napoli, abbiamo solo le mani, quelle si che son di-stese verso l’altro…… Verso il prossimo o comunque in favore di una causa comune!!!
Il presente comunicato è volto, semmai ce ne fosse stato bisogno, a chiarire la nostra posizione in merito alle dichiarazioni del giornalista in questione.
Ribadiamo a gran voce la nostra totale estraneità ad apparati mafiosi e/o camorristici, i quali non ci appartengono e mai ci apparterranno“, scrivono i commercianti e artigiani di Arzano, che anche stamattina hanno protestato pacificamente.

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