Innocente ucciso per una vendetta trasversale nell’ambito dell’eterna faida di Napoli Est, le indagini che avevano fatto luce sull’omicidio di Antonio Maione tornano al punto di partenza. A stabilirlo il tribunale del Riesame di Napoli che ha annullato l’ordinanza del Riesame nei confronti di Clemente Amodio, accusato di essere l’esecutore del delitto.
Per il ras dei Mazzarella si trattava del terzo ‘passaggio’ presso il tribunale della libertà dopo ben due annullamenti della Cassazione. Nel nuovo pronunciamento il Riesame ha accolto in toto la tesi della difesa rappresentata dagli avvocati Leopoldo Perone, Mauro Zollo e Valerio Spigarelli. Per quel delitto è indagato anche il boss Roberto Mazzarella al momento latitante.
Per il reggente la Suprema Corte aveva in precedenza respinto il ricorso confermando quanto stabilito dal Riesame che aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico. Per la Procura si trattò di una vendetta trasversale poiché Ivan Maione, fratello di Antonio, ha ucciso Salvatore Mazzarella, padre di Roberto.
L’omicidio in salumeria
La tragica vicenda risale al 15 dicembre 2000 quando Antonio Maione venne colpito da 4 colpi all’interno di una salumeria situata sul corso principale di San Giovanni a Teduccio. L’obiettivo dei killer mangiava un panino, insieme ad altri cinque ragazzi e, nonostante il tentativo di ripararsi dietro al bancone, il commando non gli lasciò scampo. Secondo gli inquirenti, Maione fu attirato nella trappola da un conoscente che si trovava con lui al momento dell’omicidio. A tradirlo sarebbe stato un uomo che si presentò spontaneamente alle forze dell’ordine, quasi a volersi discolpare, dicendo che era stato proprio Antonio a suggerire di andare a «farsi un panino nella salumeria».
Inchiesta nata dalle dichiarazioni di una raffica di pentiti
L’inchiesta condotta dai carabinieri ha potuto contare sull’apporto di numerosi collaboratori di giustizia tra cui Emiliano Zapata Misso, Ciro Giovanni Spirito e soprattutto Antonio Costabile ‘o cerrano che ha raccontato ai magistrati cosa avvenne quel giorno.
”L’omicidio è avvenuto parecchi anni fa. A dirmelo è stato Domenico Russo detto “Mimmoletto” nel marzo 2021 (mentre Pacifico Silenzio si trovava in Spagna). Ci trovammo a parlare una notte che Mimmoletto era stato chiamato a sostituire nello spaccio De Palma Salvatore detto “pummarola” che aveva avuto un problema in famiglia (la moglie non stava bene). Iniziammo a parlare dell’omicidio Pulmieri e del fatto che io avrei avuto una contestazione di concorso in omicidio senza aggiungere altro. Mimmoletto mi disse che aveva assistito all’omicidio di Maione Antonio in quanto si trovava insieme a lui al momento dell’agguato. Lui era molto preoccupato per questa cosa e mi raccontò di aver visto Mazzarella Roberto e Clemente Amodio sparare. Mimmoletto stava con Antonio Maione nella salumeria Zaccaro di corso san Giovanni a Teduccio a comprare un panino. Ad un certo punto sono entrati Roberto Mazzarella e Amodio Clemente con parte del viso coperto e gli occhi scoperti, senza casco. Roberto Mazzarella impugnava una pistola e sparò il primo colpo contro Maione colpendolo al petto. Poi si avvicinò Clemente, tolse la pistola da mano a Roberto Mazzarella e sparò altri colpi per finirlo. Mentre Clemente sparava Mimmoletto si era giù rifugiato dietro al bancone della salumeria”.


