La camorra a Dubai: Bruno Carbone l'ultimo ricercato, Imperiale e Mauriello in attesa dell'estradizione

Resta solo lui, Bruno Carbone, tra i latitanti da arrestare. Negli ultimi giorni due pezzi da novanta sono finiti in cella: prima Raffaele Imperiale poi Raffaele Mauriello. E’ irreperibile, invece, Bruno Carbone. Un anno fa fu annunciata la sua cattura, ma dopo un po’ di scopri che quella persona finita in manette era un’altra persona che non c’entrava nulla con la camorra.

Carbone, attivo in Colombia, Olanda e Italia, è un noto broker della droga: condannato a 20 anni di carcere per traffico internazionale di droga. Nel 2018, in seguito ad un decreto di perquisizione emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri confiscarono in una villa di Giugliano in Campania ben 240mila euro in contanti. L’abitazione, ubicata nella zona di Lago Patria, era intestata all’ex moglie di Carbone.

Lo scambio di persona tra Bruno Carbone e Domenico Alfano

Un anno fa Domenico Alfano, estrano al clan, fu arrestato a Dubai con l’accusa di essere Bruno Carbone. Tramite l’avvocato napoletano inviò delle lettere ai giornali per proclamare la sua innocenza, raccontò la sua disavventura e spiegò che era soltanto un imprenditore che gestiva una pizzeria a Panama. Intanto i carabinieri, ricevuta la comunicazione da Dubai, verificarono le impronte digitali con quelle di Carbone e appurarono che non si trattava della stessa persona. Insomma c’era stato uno scambio di persona.

Le catture di Mauriello e Imperiale

E’ stato arrestato a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, lo scorso 14 agosto, ma è stato reso noto solo ieri, il narcotrafficante Raffaele Mauriello, 32 anni, considerato tra i latitanti di massima pericolosità dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale. L’arresto è avvenuto nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, con il supporto del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

Nei confronti di Mauriello pendono tre provvedimenti cautelari emessi su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli per omicidio, associazione di tipo mafioso e finalizzata al traffico di stupefacenti. Latitante dal settembre 2018, è chiamato a rispondere del duplice omicidio di Andrea Castello e Antonio Ruggiero, entrambi avvenuti a Casandrino (Napoli) nel 2014, nonché di quello nei confronti di Fabio Cafasso, avvenuto nel 2011 nel quartiere Scampia di Napoli, tutti maturati nell’ambito della “terza faida di Scampia”.

Lo stesso è inoltre ritenuto appartenente al clan “Amato – Pagano” per il quale, secondo gli inquirenti, Mauriello ha curato l’importazione e la distribuzione di ingenti quantità di cocaina, tant’è che lo stesso è ritenuto vicino al noto trafficante internazionale Raffaele Imperiale, arrestato in circostanze analoghe qualche settimana fa dalle autorità emiratine. Il ministero di Giustizia sta perfezionando in questo periodo le intese per completare la procedura di estradizione in tempi brevi.

 

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