Le prime rivelazioni del pentito Tamburrino: “Telefonini in stile walkie-talkie per proteggere Marco Di Lauro”

Arrivano le prima dichiarazioni del neo pentito Salvatore Tamburrino, uno dei ras che hanno protetto per anni la latitanza di Marco Di Lauro ha deciso di iniziare il suo percorso di collaborazione con la magistratura. Già negli attimi seguenti all’arresto della primula rossa di Secondigliano, si diffuse la voce che fosse stato proprio Tamburrino ad incidare l’abitazione dove si nascondeva F4. Una circostanza non confermata dalla forze nell’ordine nè dalla magistratura, ma che ha diversi punti oscuri. Un collegamento tra la cattura di Tamburrino, dopo l’omicidio della moglie Norina, e l’arresto di Marco Di Lauro sicuramente c’è, visto che anche il Questore di Napoli e il Comandante Generale dei carabinieri parlarono di fibrillazioni dopo che Tamburrino si andò a consegnare alle forze dell’ordine. Probabilmente fece una telefonata ad uno del cerchio magico di Marco Di Lauro, telefonata intercettata e che fece scattare il blitz.

Le prime dichiarazioni del pentito

Intanto emergono i primi particolari  – riportati da Il Mattino – delle dichiarazioni rese da Tamburrino, il quale ha rivelato che per comunicare con Di Lauro e non farsi scoprire utilizzava telefoni citofoni.  Gli ordini del boss arrivavano al clan, tramite comunicazioni rapide con telefonini di plastica, che venivano distrutti subito dopo le conversazioni.

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