Norina Matuozzo, si pente l’ex marito camorrista: “Sia fatta giustizia anche sul suo omicidio”

Chiedono giustizia per Norina Matuozzo, la donna uccisa a Melito dalla feroce mano di suo marito, in suo nome è nata una pagina Facebook: “Giustizia per Norina” che vanta circa 1700 mi piace. Spesso vengono pubblicati post per ricordare la donna ammazzata a bruciapelo da Salvatore Tamburrino, arrestato qualche ora dopo ed ora sotto processo.  Proprio come qualche giorno fa quando un ricordo strappalacrime è stato pubblicato sulla bacheca:

“Lui non sapeva amare come volevo io, gli ho regalato il cuore e forse anche di più anzi sicuramente di PIÙ, ma non gli è bastato, si è preso poi pure la mia vita! Quante volte ho perdonato dopo avermi presa a parole e a calci il giorno dopo mi arrivavano sempre fiori, io mi scioglievo… ma avrei dovuto capirlo! Quante cattiverie mi diceva e la notte mentre dormivo mi svegliava, tornava a casa mi tirava giù dal letto perché lui e gli amici suoi avevano fame ed io dovevo prepare loro del cibo e poi tutti quei soldi chi li ha visti mai se non era per i MIEI GENITORI, i miei mobili rimanevano vuoti… nemmeno le schifezze ai nostri FIGLI comprava, mi rendo adesso conto che da quando mi ha ammazzato sono tornata a vivere, avevo 16 anni quando mi sono innamorata dell’ “UOMO” che mi ha ucciso, lo dico e rabbrividisco, mi ha usata… ma io non ero una bambola ma semplicemente una donna fragile innamorata”.

Il pentimento di Salvatore Tamburrino

Terremoto giudiziario nell’area nord. Si pente Salvatore Tamburrino, storico braccio destro di Marco Di Lauro arrestato lo stesso giorno in cui fu fermato il superlatitante circostanza queste che sollevò non pochi dubbi e polemiche. La notizia riportata da Il Roma. Dopo nove mesi trascorsi dietro le sbarre di un carcere per l’omicidio della moglie Norina Matuozzo, omicidio che di fatto diede il là al maxi blitz a Chiaiano, ha preso la decisione più difficile di tutta la propria vita. Tamburrino è uno storico esponente della cosca di via Cupa dell’Arco e le sue rivelazioni potrebbero infliggere un’altro duro colpo al clan.

L’omicidio di Norina

Secondo la ricostruzione fornita agli inquirenti, Tamburrino sarebbe andato nella casa dei genitori di Norina per un ultimo tentativo di riappacificazione dopo una brusca separazione, ma con l’intento di porre fine alla sua vita. Secondo le dichiarazioni rese, era armato e pronto a farla finita. Con sé avrebbe portato anche un testamento la cui beneficiaria sarebbe stata proprio la moglie. Una cospicua somma di denaro che avrebbe potuto reclamare solo Norina. Poi, stando alle dichiarazioni rese al gip, la situazione sarebbe degenerata. In preda ad una follia cieca, l’uomo, in piedi davanti alla moglie che invece era seduta – un particolare fondamentale – avrebbe chiuso gli occhi ed esploso tre colpi ad altezza uomo al solo scopo di spaventarla. I tre proiettili invece hanno raggiunto il corpo di Norina senza lasciarle scampo. Resosi conto dell’accaduto, Tamburrino avrebbe poi lasciato la palazzina di Melito per evitare il linciaggio da parte dei tanti parenti della donna che vivono nello stabile, poi la chiamata all’avvocato e alla Polizia per consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine.