Meningite, dopo i casi registrati a fine anno non ci sono nuovi ricoveri al Cotugno. Qui dei tre pazienti accolti tra Capodanno e la prima settimana del 2026 uno (una ragazza) è stata dimessa, un altro (un cinquantenne) è prossimo alle dimissioni e un terzo paziente (un’altra giovane donna) sta completando il suo percorso di guarigione dopo la terapia intensiva e il successivo trasferimento in degenza ordinaria.
Anche un piccolo paziente colpito dal meningococco e ricoverato alla pediatria del Policlinico Federico II è a casa e sta bene.
Meningiti a Napoli, dimessi due dei tre pazienti ricoverati al Cotugno
Qui l’unità operativa diretta dal professor Alfredo Guarino sta gestendo un altro caso in cui la diagnosi è molto probabile ma non ancora confermata da esami microbiologici.
«Una fase epidemica che dovrà essere attentamente monitorata anche in assenza di veri e propri cluster sia in ragione della letalità dei batteri che la provocano (stimata in circa il 10%) sia per la bassa copertura vaccinale che si registra – avverte Franco Faella ex primario del Cotugno e decano degli infettivologi campani – i ceppi batterici che provocano la meningite, sia il sottotipo B sia A, C, Y e W135, i più frequenti alle nostre latitudini, possono infatti albergare senza dare segni di sé lungo le nostre vie respiratorie per poi palesarsi quando abbiamo un calo dell’immunità, magari legata ad altre infezioni concomitanti come quella influenzale. E’ per questo che la vaccinazione, disponibile ed efficace ma non obbligatoria, va assolutamente praticata. possibilmente estesa anche contro lo pneumococco. Il terzo batterio che provoca le meningiti – conclude Faella – è l’Hemophilus ma è l’unico che rientra tra quelli contro cui viene praticata la profilassi obbligatoria dell’infanzia e infatti i casi di infezione sono rarissimi».
Negli adolescenti campani la copertura vaccinale contro il meningococco è inferiore al 60% insufficiente e largamente migliorabile per abbattere il numero delle infezioni. Contro il meningococco B nei bambini la vaccinazione (somministrabile in quattro richiami a partire dal terzo mese, al quinto mese, al settimo e a sei mesi dalla terza dose entro i due anni) si attesta intorno al 50%, un dato preoccupante se paragonato con la media nazionale che sfiora l’80% e ancora di più se confrontato con la copertura ottimale del 95% prevista dal ministero della Salute per le vaccinazioni. Anche la profilassi vaccinale tetravalente si aggira attorno a questi valori. Appena più elevata, al 60% la copertura con la tetravalente.
«Tre dei quattro casi di meningite registrati nell’ultimo mese a Napoli – avverte Antonio D’Avino pediatra di base, presidente della Fimp (Federazione nazionale di categoria) – sono ragazzi giovani tra under 25enni. Fortunatamente sembrano tutti fuori pericolo e in fase di dimissione dall’ospedale. Casi dovuti al meningococco di tipo B, confermando che questo è il ceppo più diffuso sia in Europa che in Italia. Purtroppo, nessuno dei soggetti era stato vaccinato contro il meningococco. Il dipartimento di prevenzione della Asl, temendo un focolaio, ha inviato comunicazioni a medici di medicina generale e pediatri, raccomandando cautela e attenzione ai sintomi compatibili con la meningite. Va detto a chiare lettere – aggiunge D’Avino – che la meningite è una malattia molto grave che può portare alla morte o a sequele importanti talvolta invalidanti. Può essere sia virale che batterica e vari batteri possono causarla, tra cui pneumococco, haemophilus e meningococco. Sebbene non sia una malattia molto frequente, casi come questi ci ricordano che può colpire anche vicino a noi e non deve essere sottovalutata. La vaccinazione – conclude il pediatra – è l’unico strumento efficace per prevenirla. Pensare che almeno tre di questi casi avrebbero potuto essere evitati con la vaccinazione è davvero frustrante. Abbiamo a disposizione vaccini specifici per il meningococco B e per i sierotipi ACWY, che sono stati studiati e disponibili da molti anni».
“Il vaccino per le meningiti andrebbe inserito nel Piano Nazionale per garantire equità”
A livello nazionale, la vaccinazione contro la meningite è prevista per bambini e adolescenti con il vaccino contro il meningococco B e ACWY. Tuttavia, il vaccino contro il meningococco B non è ancora incluso nel Piano nazionale nonostante sia quello con la maggiore incidenza. La FIMP e le principali Società scientifiche del Calendario Per la Vita sottolineano da anni l’importanza di vaccinare gli adolescenti contro la meningite B, incluso chi è già stato vaccinato da piccolo. Fortunatamente, molte regioni, tra cui la Campania, hanno autonomamente provveduto a offrire questa vaccinazione agli adolescenti a fronte di una forte disomogeneità tra regioni. «L’esistenza di regioni – aggiunge Lorenzo Latella di CittadinanzAttiva – che offrono la vaccinazione e altre che non lo fanno non garantisce equità per gli adolescenti italiani. Per questo, è opportuno l’inserimento nel Piano Nazionale, che garantirebbe equità, sostegno economico alle regioni e definirebbe gli obiettivi di copertura da raggiungere».
«Anche il tasso bassissimo sulla vaccinazione per influenza – commenta il professor Guarino ordinario di Pediatria della Federico II e direttore di Malattie infettive pediatriche del policlinico collinare – ha un effetto sulla diffusione della meningite. Il meningococco alberga spesso nel faringe di portatori sani e arriva a tessuti e sedi invasive in presenza di danni che coinvolgono le barriere protettive incluse quella ematoencefalica. Quindi oltre che contro la meningite sarebbe il caso di proteggersi con il vaccino anche dall’influenza anche a fronte degli attuali scenari di resistenze agli antibiotici conseguenti al largo e inappropriato uso che se ne fa e che talvolta, in chi si ammala a causa della mancata copertura immunologica, possono non funzionare. In buona sostanza – conclude – ci si deve proteggere con le vaccinazioni e anche con misure di igiene come lavare spesso e a accuratamente le mani, restando a casa quando malati e se fragili e anche usando le mascherine quando si è vicino a un malato».
