Per anni avrebbero percepito reddito di cittadinanza, assegni sociali e altri benefici pubblici dichiarando una condizione di grave difficoltà economica. In realtà, secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, conducevano una vita ben diversa, tra una villa a pochi passi dal mare, società all’estero e consistenti trasferimenti di denaro verso conti svizzeri.
È quanto emerso da un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Massa che ha portato alla denuncia di due conviventi residenti a Camaiore, in provincia di Lucca: una donna extracomunitaria e un uomo originario della provincia di Napoli.
La villa vicino al mare e l’ombrellone gratis
Le verifiche effettuate dalle Fiamme Gialle hanno evidenziato una marcata sproporzione tra la situazione economica dichiarata e il tenore di vita effettivamente mantenuto dalla coppia.
I due vivevano infatti in una villa situata a circa 700 metri dal lungomare di Camaiore, pagando un canone di locazione di 1.500 euro al mese.
Nonostante ciò, risultavano in condizioni di disagio economico tali da ottenere anche l’assegnazione gratuita di un ombrellone presso uno stabilimento balneare comunale per quattro estati consecutive, per un valore complessivo stimato in circa 6mila euro.
Le società in Svizzera e Gran Bretagna
Gli approfondimenti patrimoniali hanno consentito di accertare che i due conviventi sarebbero stati titolari di società operanti nel settore dei servizi alle imprese con sedi in Svizzera e nel Regno Unito.
Proprio verso un conto corrente svizzero sarebbe stata trasferita una somma complessiva di circa 200mila euro, elemento che ha ulteriormente rafforzato i sospetti degli investigatori.
I sussidi percepiti
Secondo quanto emerso dalle indagini, la coppia avrebbe ottenuto negli anni diverse prestazioni economiche pubbliche.
Tra queste figurano oltre 41mila euro tra assegni sociali e pensione di vecchiaia, più di 3mila euro di reddito di cittadinanza, circa 1.900 euro di agevolazioni per la mensa scolastica e oltre 1.300 euro di esenzioni dal pagamento della Tari.
Importi che, secondo l’accusa, sarebbero stati percepiti senza averne diritto.
Scattano le denunce
Al termine degli accertamenti, i due conviventi sono stati denunciati per indebita percezione di erogazioni pubbliche e per indebita percezione del reddito di cittadinanza.
La Guardia di Finanza ha inoltre segnalato la loro posizione agli enti competenti affinché vengano avviate le procedure per il recupero delle somme ritenute indebitamente incassate.


