Ventuno anni di reclusione per l’ufficiale della Polizia Penitenziaria Pasquale Colucci e 14 anni per l’ex comandante del Corpo di Polizia Penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere Gaetano Manganelli. Sono alcune delle prime richieste di condanna formulate dal pubblico ministero Alessandro Milita nel corso della requisitoria del maxi processo che vede imputati 105 tra agenti, funzionari e dirigenti dell’amministrazione penitenziaria per i fatti avvenuti il 6 aprile 2020 all’interno della casa circondariale sammaritana.
A riportarlo in anteprima, Il Mattino.
Pestaggi nel carcere di S. M. C. V., arrivano le prime richieste di condanna nel maxi processo
Le richieste di pena riguardano, tra l’altro, le contestazioni legate alla morte del detenuto algerino Hakimi Lamine, deceduto il 4 maggio 2020, quasi un mese dopo i pestaggi, mentre era ristretto in una cella di isolamento del reparto Danubio.
Nel corso della requisitoria, Milita aveva definito quella di Hakimi «un caso terribile, unico e spaventoso nella sua dinamica». Secondo la ricostruzione dell’accusa, il detenuto, affetto da psicosi e schizofrenia e con una lunga storia di tossicodipendenza, morì a causa delle violenze subite e delle successive omissioni da parte dei pubblici funzionari in servizio nell’istituto, che lo avrebbero sostanzialmente abbandonato nonostante le ripetute richieste di aiuto e l’evidente necessità di cure.
Per la morte del detenuto sono imputate una trentina di persone, chiamate a rispondere, a vario titolo, dei reati di morte come conseguenza del delitto di tortura e di omicidio colposo. Oltre a Colucci e Manganelli, figurano tra gli imputati anche Annarita Costanzo, Roberta Maietta, l’ex direttore regionale delle carceri Antonio Fullone, gli ex dirigenti del carcere Maria Parenti e Arturo Rubino, nonché i medici Giovanni Capuano e Francesco Andreozzi.
La requisitoria del pm, davanti alla Corte di Assise presieduta da Claudia Picciotti, proseguirà nelle prossime ore con la formulazione delle ulteriori richieste di condanna nei confronti degli altri imputati del procedimento. Si prevedono alcune centinaia di anni di richieste di pena.
Detenuto morto nel carcere di S.M.C.V.: “Abbandonato dopo il pestaggio”


