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sabato, Maggio 18, 2024
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Omicidio a Miano, la vittima è il ras Pasquale Angellotti: ucciso a bruciapelo mentre guidava

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Un cadavere all’interno di un’auto è stato rinvenuto in via Liguria, nella zona di Miano, ex feudo dei Lo Russo. Si tratta di omicidio. Sul posto ci sono gli agenti della Squadra Mobile di Napoli per i rilievi del caso. Il corpo è stato identificato e si tratta di Pasquale Angellotti, detto Lino ‘o cecato, pezzo grosso della mala di Miano, ex componente dei Lo Russo. La zona di Miano è stata transennata dagli agenti. Sull’auto sono stati rinvenuti diversi fori di proiettile, dunque c’è la conferma che si tratterebbe di un omicidio di stampo camorristico.

Urla di amici e parenti della vittima, giunti sul posto per il riconoscimento del cadavere. Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe stata affiancata dai sicari giunti in auto. I killer hanno esploso a bruciapelo diversi colpi di pistola prima di scappare. Proprio un’auto, forse la stessa utilizzata dai sicari, è stata poi trovata carbonizzata in una stradina poco distante dal luogo dell’agguato. Accertamenti da parte degli uomini della Mobile per cercare di ricavare qualche traccia utile per risalire all’identikit dei responsabili.

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Chi è la vittima Pasquale Angellotti

Pasquale Angellotti detto linuccio ‘o cecato è uscito nel 2018. L’uomo dopo otto anni di carcere e un anno di arresti domiciliari scampò a ben due ergastoli e tornò in libertà. Angellotti era stato condannato al massimo della pena in quanto uno dei componenti del commando che nel giugno del 2004 aveva partecipato al clamoroso duplice omicidio dell’ambulanza con il boss Salvatore Manzo “scissionista” del clan dei capelloni  degli Stabile di Chiaiano e del suo guardaspalle Giuseppe D’Amico. Ebbene secondo il racconto di alcuni pentiti, poi smentiti in aula Pasquale Angellotti era su una delle moto che avrebbe compiuto il massacro.

Fu condannato prima all’ergastolo, poi a venti anni e quindi assolto dopo che la Cassazione aveva deciso la celebrazione di un nuovo processo di Appello. Un secondo ergastolo scampato è quello relativo all’omicidio di Raffaele Calcagno avvenuto in trasferta ad Ercolano per conto degli alleati Birra-Iacomino nell’ambito della faida con gli Ascioen-Papale. Infine condannato in via definitiva a otto anni di carcere per traffico di droga per conto dei Lo Russo di Miano, dopo sei anni trascorsi in carcere era in libertà perché ha finito di scontare la sua pena. Fu arrestato a Marano nel settembre del 2011

Il 14 ottobre l’ultima sparatoria a Miano

I carabinieri del nucleo operativo di Napoli Stella sono intervenuti il 14 ottobre in Via Teano a Miano per l’esplosione di colpi d’arma da fuoco, segnalati da più telefonate al 112. Sul posto i militari hanno rilevato che una Fiat Idea parcheggiata in strada era stata danneggiata perché colpita da almeno 3 colpi. L’auto è riconducibile ad un incensurato. Indagini in corso per ricostruire dinamica e individuare la mano che ha esploso i colpi.

Ieri un altro agguato al Rione Traiano, colpito ‘Antony’: il padre era un colonnello del clan Grimaldi

Tanto sangue. Tanta paura. Quello degli ultimi due feriti nelle ultime ventiquattr’ore. Quella dei residenti di Soccavo vecchia e del Rione Traiano costretti a fare i conti con la malanapoli. In serata l’agguato contro il 28enne Antonio Artiano conosciuto nel quartiere con il soprannome di Antony: si tratta del 23enne figlio di Giovanni vecchio colonnello del clan Grimaldi e per un lungo periodo reggente del gruppo fondato dal boss Ciro ‘Settirò’ (leggi qui l’articolo).

Il giovane raggiunto da un colpo d’arma da fuoco che l’ha raggiunto alla testa in via Marco Aurelio. Il ragazzo è ricoverato nell’Ospedale del Mare dove si trova attualmente ricoverato in pericolo di vita. L’agguato è avvenuto intorno alle 19. Sull’accaduto sono in corso indagini da parte degli uomini della squadra mobile (dirigente Alfredo Fabbrocini) e di quelli del commissariato San Paolo. Un agguato che farebbe pensare ad una ‘risposta’ agli altri due raid avvenuti nelle ultime ore.

L’agguato contro Fabio Volpe

Ventiquattro ore prima le pallottole avevano sibilato tra le strade di Soccavo vecchia con il ferimento di Fabio Volpe in via Croce di Piperno (leggi qui l’articolo). Una vendetta molto probabilmente per una sparatoria avvenuta qualche giorno prima poco distante, al Rione Traiano nella zona della ‘99’. Se si vuole conoscere quello che sta accadendo nella zona flegrea è da qui che bisogna necessariamente partire. Secondo indiscrezioni investigative vi sarebbe stato un agguato mancato nella zona della 99 contro un ras un tempo vicino ai Grimaldi e adesso orbitante in ambienti dei Sorianiello. Un raid che potrebbe aver avuto come ‘risposta’ proprio il ferimento di Volpe. La situazione da qualche mese era già radicalmente cambiata.

Vigilia sarebbero da tempo sulla difensiva potendo contare soltanto su un cugino del boss e su un manipolo di giovanissimi. Sull’altro fronte invece vi sarebbe stato il ritorno di personaggi legati alla vecchia guardia dei Grimaldi (alcuni anche dalla Germania) oltre al non ancora ben definito ruolo del ras che tutti in zona conoscono con l’appellativo di ‘Buttafuori’: si tratta di un nome già emerso nei recenti fatti di sangue di Fuorigrotta degli anni scorsi che potrebbe aver avuto un ruolo ‘occulto’ dietro quello che sta accadendo a Soccavo. Un tempo fedelissimo del boss Ciro Grimaldi ‘Settirò’ l’uomo, secondo le ultime informative di polizia, era colui che negli ultimi tempi, grazie anche alla mediazione dei Baratto-Volpe, aveva allargato considerevolmente il suo giro proprio a Fuorigrotta.

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