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venerdì, Agosto 19, 2022
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Operaio sequestrato a Scampia, arriva la condanna per i ras dell’area nord


Operaio rapito e sequestrato a Scampia. Sono arrivate questa mattina le condanne per i ras dell’area nord coinvolti nel sequestro, nel febbraio di due anni fa, dell’operaio Stefano Pettirosso. Rapimento lampo avvenuto a Chiaiano e consumatosi a Scampia. Condanne al ribasso però rispetto alle richieste avanzate dal pubblico ministero che aveva chiesto per ciascuno degli imputati vent’anni di reclusione. E invece, dinnanzi al gip Vinciguerra, sono arrivate condanne molto più miti. Tra le riduzioni più consistenti quelle per i ras Emanuele Mincione, quest’ultimo cognato del boss Vincenzo Spera indicato come uno dei reggenti della ‘Nuova Vanella Grassi’, e per Giovanni Strazzulli.

I due, difesi dagli avvocati Leopoldo Perone e Simone Mancini, hanno rimediato sette anni e otto mesi di reclusione con accoglimento della richiesta difensiva dell’attenuante del minimo contributo e delle attenuanti generiche. Dodici anni invece per Salvatore Roselli ‘Frizione’ indicato come reggente degli Amato-Pagano su Scampia (difeso dagli avvocati Luigi Senese e Dario Carmine Procentese): anche Roselli a fronte di una richiesta di vent’anni ha ottenuto una condanna più lieve. Quattordici anni per il ras Gennaro Caldore ‘Cioccolata’ (difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono insieme all’avvocato Luigi Senese), sette anni e otto mesi per Pasquale Concilio, otto per Nunzio Pecorelli, il ras indicato come uno degli emergenti e in rotta di collisione con gli Stabile di Chiaiano (leggi qui l’articolo), diciotto anni per Costantino Raia, ras dello Chalet Bakù mentre undici anni e quattro mesi sono stati stabiliti per Antonio Ronga. Per tutti è stata esclusa l’aggravante dell’associazione camorristica. La vicenda destò scalpore perchè portò alla luce gli accordi tra diversi clan dell’area nord. Nel collegio difensivo gli avvocati Leopoldo Perone, Simone Mancini, Domenico Dello Iacono, Luigi Senese, Dario Carmine Procentese, Claudio Davino, Nicola Pomponio, Massimo De Marco e Marcello Severino.

L’asse tra tre clan: il racconto del sequestro

Tra gli atti allegati al processo le dichiarazioni dell’operaio rapito contenute nell’ordinanza che colpì un anno fa i ras dell’area nord:«Una volta legatomi mi hanno chiuso dentro un piccolo locale. Su un banchetto davanti a me c’erano un coltello e quatto pistole tutte di colore scuro, una piccola e un’altra di grandi dimensioni. Dopo aver posato coltello e pistole il soggetto con il jeans e il giubbotto di colore grigio mi riferiva queste testuali parole in dialetto napoletano:’Ora ti taglio tre dita e gliele porto a tua madre. Poi se tua madre ha chiamato le guardie con queste pistole ti prendiamo e ti spariamo’. Venivo poi perquisito dal soggetto con jeans e giubbotto grigio che prendeva dalla tasca i 1100 euro. Soldi che avevo prelevato poco prima dal Banco di Napoli più altri soldi che avevo nel portafogli. Un centinaio di euro, lasciandomi solo 5 euro e dicendo testualmente:’Tieni qua stanno 5 euro, li usi domani per farti il panino’. In quel preciso istante avevo conferma di essere rimasto vittima, insieme alla mia famiglia, di un sequestro di persona e che i soggetti avevano chiesto un riscatto». Alla fine, dopo una trattativa con la famiglia, i sequestratori, dall’iniziale richiesta di 50mila euro si ‘accontenteranno’ di 40mila euro.

L’articolo precedente: operaio rapito, gli imputati offrono maxi risarcimento

La mossa a sorpresa ha funzionato. I ras della Vanella Grassi, degli Scissionisti di Scampia e dei gruppi di Miano, imputati per aver rapito e segregato in un garage un operaio per estorcere denaro alla famiglia, si sono visti accogliere la richiesta di risarcimento prospettata alla famiglia della vittima nei mesi scorsi. L’offerta è arrivata da Gennaro CaldoreNunzio PecorelliAntonio Ronga e Pasquale Concilio. I difensori avevano formalizzato il risarcimento dei danni con la parte offesa che ha formalizzato la sua accettazione della somma (circa 40mila euro). Il giudice ha espresso la sua volontà di revocare anche l’atto di costituzione di parte civile. Appuntamento ad ottobre con la requisitoria del pubblico ministero.

L’arresto dei ras coinvolti nel sequestro

Uno scenario agghiacciante. Quello emerso dall’operazione che portò all’esecuzione di tredici ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri della compagnia Vomero (leggi qui l’articolo). Gli arrestati fanno parte di diversi clan operanti nelle zone di Scampia, Miano, Piscinola, Rione San Gaetano, Marianella e Chiaiano, di qui l’ipotesi di una condivisione del progetto criminoso da parte degli esponenti delle compagini dei Lo Russo, degli Amato – Pagano e del clan Vanella Grassi con la finalità di autofinanziamento.

Tra gli arrestati il reggente degli Amato-Pagano a Scampia

Vittima del sequestro di persona un operaio napoletano di 30 anni lontano dagli ambienti della camorra. L’uomo sequestrato a febbraio e portato in un garage. In particolare coinvolto nel rapimento un commando formato da dieci uomini armati che lo avevano accerchiato coi loro scooter mentre rientrava a casa. Il sequestro, durato diverse ore, si concluse con il pagamento da parte della famiglia di 40mila euro a fronte dei 50mila richiesti dagli aguzzini. Tra le persone coinvolte Salvatore Roselli indicato da diverse informative di polizia come l’attuale reggente del clan Amato-Pagano per Scampia. Insieme a lui anche Costantino Raia dell’omonima famiglia già colpita da un blitz lo scorso marzo contro il clan Notturno. Raia fu tirato in ballo da alcuni pentiti come protagonista di un agguato compiuto con bombe a mano contro la Vanella Grassi quando quest’ultima era retta da Antonio Mennetta.

Nel gruppo anche ras della Vanella Grassi e della mala di Miano

Tra le altre persone raggiunte da ordinanza spiccano quelle per personaggi coinvolti nel recente maxi blitz contro la Vanella Grassi. Tra essi Emanuele Mincione, cognato del ras Vincenzo Spera indicato come l’uomo designato dal boss Salvatore Petriccione a guidare il sodalizio divenuto un ‘mostro a tre teste’ (fazione Spera, fazione Grimaldi e gruppo Angrisano). In quel blitz erano rimasti coinvolti anche Nunzio PecorelliGiovanni Strazzulli, imputati per questo processo. Oltre a loro anche Nico GrimaldiGiovanni Caldore e Pasquale Pandolfo.

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