Operaio rapito a Scampia, sancito un patto tra tre clan: il profilo dei ras arrestati

Rapito e segregato in un garage per estorcere denaro alla famiglia. E’ uno scenario agghiacciante quello che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare eseguita questa mattina dai carabinieri della compagnia Vomero. I militari coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia su delega del gip del tribunale di Napoli. In carcere tredici soggetti gravemente indiziati dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Gli arrestati fanno parte di diversi clan operanti nelle zone di Scampia, Miano, Piscinola, Rione San Gaetano, Marianella e Chiaiano, di qui l’ipotesi di una condivisione del progetto criminoso da parte degli esponenti delle compagini dei Lo Russo, degli Amato – Pagano e del clan Vanella Grassi con la finalità di autofinanziamento.

Tra gli arrestati il reggente degli Amato-Pagano a Scampia

Vittima del sequestro di persona un operaio napoletano di 30 anni lontano dagli ambienti della camorra. L’uomo sequestrato a febbraio e portato in un garage. In particolare coinvolto nel rapimento un commando formato da dieci uomini armati che lo avevano accerchiato coi loro scooter mentre rientrava a casa. Il sequestro, durato diverse ore, si concluse con il pagamento da parte della famiglia di 40mila euro a fronte dei 50mila richiesti dagli aguzzini. Tra gli arrestati figurano alcune figure apicali della mala dell’area nord. Come Salvatore Roselli indicato da diverse informative di polizia come l’attuale reggente del clan Amato-Pagano per Scampia. O Costantino Raia dell’omonima famiglia già colpita da un blitz lo scorso marzo contro il clan Notturno. Raia fu tirato in ballo da alcuni pentiti come protagonista di un agguato compiuto con bombe a mano contro la Vanella Grassi quando quest’ultima era retta da Antonio Mennetta.

Nel gruppo anche ras della Vanella Grassi e della mala di Miano

Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare figurano anche personaggi coinvolti nel recente maxi blitz contro la Vanella Grassi. Tra essi Emanuele Mincione, cognato del ras Vincenzo Spera indicato come l’uomo designato dal boss Salvatore Petriccione a guidare il sodalizio divenuto un ‘mostro a tre teste’ (fazione Spera, fazione Grimaldi e gruppo Angrisano). In quel blitz erano rimasti coinvolti anche Nunzio Pecorelli, Giovanni Strazzulli e Nico Grimaldi. Al sequestro hanno preso parte inoltre anche soggetti un tempo orbitanti nel clan Lo Russo come Stefano Di Fraia indicato dalle ultime informative come componente attualmente del gruppo Cifrone, quello stanziale nella parte alta di Miano e protagonista negli ultimi tempi di una guerra contro la fazione Balzano-Scarpellini-D’Errico.

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