«Perse 200mila euro in una bisca dei Lo Russo», grazie al boss si evitò la guerra

E’ stato Giuseppe Sarno a spiegare ai magistrati come funzionava il ‘sistema Montescuro’ ossia la spartizione delle quote estorsive raccolte dall’anziano ras per i lavori che da via Marina arrivavano fino a Rua Catalana. Era proprio il carisma criminale di ‘Zì Munuzz’ la garanzia per gli altri gruppi criminali interessati alla spartizione della ‘torta’. Un ruolo riconosciutogli anche per le sue indubbie capacità di mediatore tanto che in un’occasione riuscì ad evitare una guerra tra i Lo Russo di Miano e gli stessi Sarno.

In un verbale del luglio del 2009 Sarno racconta che il suo clan aveva interessi in una bisca a Secondigliano gestita in accordo con i proprietari:«Uno dei più assidui frequentatori di questa bisca era ‘Peppe Caramella’ (Giuseppe Sarno) che, poco prima di essere arrestato perse a zecchinetta circa 200mila euro. I responsabili di quella bisca erano i fratelli Lo Russo detti ‘capitoni’ che un giorno convocarono ‘Peppe Caramella’ e lo minacciarono di morte se non avesse soddisfatto le loro pretese. Mio cugino ne venne a parlare con me e con Luciano per chiedere di risolvere questa situazione. Qualche tempo dopo venne a casa nostra ‘Zì Munuzz’ ossia Carmine Montescuro a rappresentare che i ‘capitoni’ volevano vendicarsi per ritorsione su Nicola Sarno, figlio di ‘Peppe Caramella’. Sapendo che costui aveva una percentuale di partecipazione al punto Snai di Ponticelli pretendevano di andarsi a prendere i soldi. Decidemmo di organizzare un incontro per chiarire la faccenda. Mi impegnai a corrispondere ai ‘capitoni’ la somma di cinquemila euro fino all’estinzione del debito. Zì Munuzz diede la sua parola e l’accordo si concluse. A quell’incontro non si presentò nessuno dei capitoni forse perchè temevano la nostra reazione».