Neanche il tempo di registrare l’ennesimo intervento degli uomini della squadra giudiziaria del locale commissariato (guidato dal dirigente Arturo De Leone, ispettore capo Ernesto Lepre) con l’arresto di Antonio Alfieri (leggi qui l’articolo) che sono ripresi i raid armati a Pianura. Il primo, con pistole a salve, in via Evangelista Torricelli proprio a poche ore di distanza dall’arresto di Alfieri, inquadrato come elemento attivo nel gruppo dei Calone-Esposito e nella zona dei Marsicano. Secondo le forze dell’ordine, profonde conoscitrici del territorio, il raid aveva come obiettivo una sala biliardo frequentata da esponenti del gruppo Carillo, quello che da mesi si sta contrapponendo proprio ai Calone. A distanza di poche ore un altro raid, questa volta in via Provinciale dove però non sono stati repertati bossoli ma solo la segnalazione di un uomo che, in sella ad uno scooter, ha esploso dei colpi in quella che appare la più classica delle ‘stese’. In questo secondo caso è intervenuta la volante ma non è chiaro se l’episodio sia riconducibile a ciò che sta avvenendo da mesi nel quartiere.

La situazione nel quartiere dopo gli ultimi arresti

Proprio il mese scorso era stato arestato un altro giovane trovato in possesso di una pistola (leggi l’articolo) e indicato, nelle informative delle stesse forze dell’ordine, come organico al gruppo di Antonio Carillo, il ras da tempo contrapposto a quello di Antonio Calone. Sono mesi che la situazione a Pianura è attentamente monitorata. Diversi gli episodi che hanno spinto gli inquirenti ad attendersi una recrudescenza delle tensioni nel quartiere. A iniziare da quanto accaduto lo scorso settembre con una stesa, avvenuta proprio in via Evangelista Torricelli contro l’auto del ras Salvatore D’Anna. Quattro i colpi esplosi con un finestrino andato in frantumi mentre due fori di proiettili sono stati trovati su una portiera. Salvatore ‘o visionario indicato come gestore di una delle piazze più redditizie del quartiere. Non solo. Salvatore è anche figlio di Pasquale, protagonista suo malgrado di un altro fatto recente di cronaca. Nell’agosto precedente il giovane, insieme ad un altro pregiudicato, stavano percorrendo la Galleria Laziale quando sono stati avvicinati da due persone in sella a uno scooter che volevano rapinargli il Rolex. La reazione di D’Anna e del suo amico era costata il loro ferimento.

Gli articoli precedenti

Lo scontro tra i Carillo e i Calone: Pianura spaccata in due

Quell’episodio, e l’arresto di ieri, se letti alla luce degli eventi recenti, assumono tutto un altro valore. Gli investigatori sanno che il quartiere è criminalmente spaccato in due. Da una parte il gruppo Carillo (erede di quel che resta dei Pesce-Marfella) che da tempo sta cercando di riorganizzarsi e puntare contro i Calone, gruppo che ha preso il posto dei Mele prima dell’incarcerazione dei suoi capi. Si tratterebbe così dell’ennesimo capitolo di una guerra infinita. Proprio Antonio Calone da qualche tempo avrebbe preso le distanza dal suo ex alleato Umberto Loffredo, ras conosciuto nel quartiere con il soprannome di ‘Padre Pio’.

A Pianura alleanze cambiate

Nei mesi precedenti Carillo era invece attribuito come particolarmente vicino al ras Maurizio Legnante ‘o taleban’, elemento di spicco del Rione Traiano. La vicinanza tra i due era interpretata soprattutto in chiave anti-Calone, gruppo egemone nella zona di via Comunale Napoli. Scenario totalmente cambiato nelle ultime settimane con Legnante visto ‘camminare insieme’ ad elementi vicini ad Antonio Calone e Carillo palesemente isolato. Resta da capire anche il posizionamento dei gruppi di Pianura rispetto alle tensioni maturate nelle scorse settimane nella vicina Fuorigrotta e culminate con l’omicidio di Antonio Volpe, reggente dei Baratto-Volpe (leggi qui l’articolo).

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