Nessun tentato omicidio. Non vi era intento omicidiario. Questa la decisione del tribunale del Riesame per Vincenzo Rossi e Vincenzo Bevivino in riferimento al ferimento di Gianluca Pisacane, fratello di Fabio allenatore del Cagliari.
Il tribunale della Libertà ha derubricato il reato contestato da tentato omicidio in lesioni accogliendo la linea difensiva dei legali di Rossi, gli avvocati Leopoldo Perone e Antonio Rizzo, e per Bevivino l’avvocato Luigi Senese. Per il resto confermata la misura cautelare per i due giovani dei Quartieri Spagnoli. Secondo quanto emerso in aula, il collegio ha ritenuto che, allo stato degli atti, non sussistano elementi sufficienti a dimostrare l’intenzione omicidiaria, requisito essenziale per sostenere l’ipotesi di tentato omicidio.
Determinante sarebbe stata la rivalutazione delle modalità dell’azione. Gli avvocati Leopoldo Perone e Antonio Rizzo (per Rossi) e Luigi Senese e Nicoletta Viggiani difensori di fiducia del Bevivino, hanno insistito proprio sull’assenza del dolo diretto o dolo alternativo , sostenendo che l’aggressione – pur grave – non fosse sorretta dalla volontà di provocare la morte.
L’analisi della tesi della Procura
Tesi che il giudice del Riesame ha ritenuto, almeno in questa fase cautelare, meritevole di accoglimento. Di tutt’altro avviso la Procura, che aveva costruito l’impianto accusatorio sottolineando la violenza dell’azione e l’utilizzo di un’arma ritenuta potenzialmente letale. Secondo la prima ricostruzione Gianluca Pisacane si sarebbe difeso dopo una lite scoppiata tra una sua dipendente e una ragazza. Quest’ultima sarebbe stata allontanata ma a chiusura di locale Rossi, insieme a Vincenzo Bevivino, si sarebbe presentato all’esterno del locale affrontando Pisacane e il padre ed esplodendo contro il primo tre colpi. Fondamentali per la ricostruzione del raid le telecamere di videosorveglianza presenti in zona: ai due è stato notificato un fermo di polizia giudiziaria.
Il racconto di Gianluca Pisacane
Tra i due fermati il più conosciuto alle cronache è senza dubbio Vincenzo Rossi che nel 2019 per tentare di uccidere un giovane sparo all’interno del cortile dell’ospedale Vecchio Pellegrini ferendo due amici del reale ‘obiettivo’. Il racconto di Gianluca Pisacane ha aiutato gli inquirenti a ricostruire il terribile agguato avvenuto ai Quartieri Spagnoli.
Il fratello dell’allenatore Fabio ha parlato di quei momenti concitati che si sono susseguiti alla chiusura del suo locale. La notte del 3 gennaio un gruppo di ragazze avrebbe insultato e aggredito una dipendente di Pisadog, perciò il giovane titolare sarebbe intervenuto per calmare la situazione.
“Venite da Pisadog”
“Avendo deciso di chiudere il bar, ad un certo punto, verso le ore 4 circa, le stesse ritornavano e, agendo con violenza nei nostri confronti, iniziavano ad aggredirci
fisicamente, tant’è vero che non potevamo fare altro che difenderci, riuscendo comunque a far sì che loro si allontanassero un’altra volta perché venivano prese da alcuni amici. A tal proposito preciso che quella da me conosciuta di vista col nome di R., s. di Vincenzo Bevivino, perché già frequentatrice dei baretti dei Quartieri Spagnoli, parlando al cellulare, proferiva testuali parole: “dovete venire immediatamente qua, ti devo far sparare in testa (rivolgendosi a me con tono minaccioso), venite da Pisadog!”, ha raccontato Gianluca Pisacane alle forze dell’ordine.


