Ieri ad Acerra è tornata al centro dell’attenzione per la qualità dell’aria e per gli effetti sulla salute dei cittadini. A lanciare un nuovo allarme è l’azienda sanitaria locale, che ha evidenziato dati preoccupanti durante un recente confronto istituzionale.
Le dichiarazioni del direttore dell’ASL NA 2 Nord del Distretto 46, dott. Orazio Capasso, non lasciano spazio a interpretazioni e confermano le preoccupazioni espresse negli ultimi anni dalle associazioni ambientaliste del territorio.
Secondo quanto emerso, i dati raccolti sul fronte ambientale mostrerebbero segnali allarmanti che richiedono attenzione e interventi mirati. Proprio alla luce di queste evidenze, l’ASL ha avanzato una proposta nel corso dell’assise comunale: ampliare i programmi di prevenzione sanitaria già attivi introducendo nuovi screening specifici.
In particolare, l’azienda sanitaria ha suggerito di inserire controlli per il tumore al polmone e alla prostata accanto agli screening già previsti dal servizio sanitario. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione e intercettare precocemente eventuali patologie, soprattutto in un’area che da tempo è oggetto di monitoraggi e segnalazioni da parte di comitati e associazioni impegnate nella tutela ambientale.
Sul punto è intervenuto anche il dottor Gennaro Esposito, presidente di ISDE Medici per l’Ambiente, sottosezione Nola- Acerra, sottolineando:
“È positivo il fatto che il sindaco di Acerra, Tito d’Errico, abbia voluto organizzare e promuovere questo convegno sulle polveri sottili come momento informativo e di assunzione di responsabilità, oggi più che mai necessario alla luce della sentenza della CEDU.
Come ISDE Medici per l’Ambiente abbiamo lanciato un appello affinché la popolazione venga sottoposta a screening, prevedendo anche l’abbassamento dell’età utile per lo svolgimento di alcuni controlli, come quelli per il cancro della cervice uterina, della mammella e del colon – retto. Sussiste infatti un record di morti per tumore nel solo distretto di Acerra, che rappresenta un primato nazionale dal punto di vista dell’incidenza e della mortalità per tumori.
Ho inoltre insistito con il sindaco affinché possa acquisire i dati di uno studio sull’aria realizzato all’inizio degli anni 2000, che rappresenta il “tempo zero”, cioè la situazione nella zona del Pantano prima della costruzione dell’inceneritore, e che può essere confrontato con l’attuale livello di inquinamento”.
Il tema della qualità dell’aria e delle ricadute sulla salute pubblica resta dunque centrale nel dibattito. Le istituzioni sanitarie e amministrative sono ora chiamate a valutare la proposta e a definire interventi e strategie di prevenzione e tutela per la popolazione.
Nel frattempo, le associazioni ambientaliste chiedono da tempo interventi strutturali, controlli più rigorosi e maggiore trasparenza sui dati ambientali, affinché si possano individuare con precisione le cause dell’inquinamento e adottare misure efficaci per la tutela della salute dei cittadini.


