Racket alle pizzerie di Napoli, la ‘presenza’ del boss dei Mazzarella per intimorire le vittime

Un clima di intimidazione pesante, asfissiante, fatto anche di segnali inequivocabili. E’ accaduto anche questo ai titolari della pizzeria ‘Pizza e Pummarola’ reali obiettivi della bomba carta fatta esplodere lo scorso 16 gennaio in via Tribunali. E’ il 25 aprile quando una delle vittime chiama i carabinieri della compagnia Napoli centro riferendo che quel giorno si erano presentati in pizzeria Pietro Iodice, Antonio Iodice, Alessandro Iodice (non indagato) e un’altra persona indicata come Salvatore Barile (non indagato), indicato dagli investigatori come l’attuale reggente del clan Mazzarella.

Pietro Perez era presente nella pizzeria ove si salutava con la vittima Giuseppe Esposito e dove, dopo aver vanamente chiamato la moglie di Esposito a sé, le si avvicinava e la abbracciava nonostante quest’ultima rimanesse impassibile; poi ad un certo momento,
Perez, vedendo passare per strada Salvatore Barile e Antonio Iodice si allontanava dalla pizzeria e li raggiungeva; poco dopo, ritornava nella pizzeria proprio insieme a Barile e lodice e costringeva la donna, dopo aver vanamente cercato di abbracciarla, a
salutarsi con lodice; in seguito, Barile si allontanava. Le immagini dei carabinieri dimostrano infine, che Perez in quella circostanza aveva avuto un animato confronto con la vittima, Giuseppe Esposito.

«Perez in riferimento alle richieste estorsive aveva detto che c’era stato un malinteso, che lui non ne sapeva nulla e che comunque mi avrebbe fatto chiedere scusa dallo IODICE Antonio. A questo punto io gli dicevo che visto che era lui che comandava non doveva permettere allo IODICE Antonio di comportarsi nei nostri confronti a quella maniera. Ancora il PEREZ Pietro si giustificava dicendo che quando ci furono fate le richieste estorsive lui non era presente. Mentre parlavo col PEREZ Pietro, quest’ultimo si allontanava per poi ritornare in compagnia di una persona con un codino seguiti dallo IODICE Antonio, dallo IODICE Alessandro e PEREZ Giovanni, fratello di PEREZ Pietro. I predetti si fermavano sotto i porticati a fianco alla pizzeria proprio davanti al negozio di detersivi. Mio marito veniva chiamato dal PEREZ Pietro avvicinandosi a loro. PEREZ Pietro ad un certo punto si riavvicinava a me e poco dopo chiamava allo IODICE Antonio, facendolo avvicinare e dicendogli che doveva chiedermi scusa. Lo IODICE non rispondeva alchè il PEREZ gli diceva di salutarmi con bacio sulla guancia cosa che lo IODICE faceva. Io in questo frangente oltre ad esser impaurita rimanevo completamente esterrefatta di quanto stava accadendo, non capacitandomi del fatto che coloro che ci avevano avanzato le richieste estorsive stavano là a far finta che non fosse successo nulla. Sempre mio marito mi diceva che la persona col codino venuto fuori alla pizzeria in compagnia dello IODICE Antonio e dello IODICE Alessandro era BARILE Salvatore».