HomeCronacaRagazzino rapito a San Giorgio a Cremano, condannati i fratelli Franco

Ragazzino rapito a San Giorgio a Cremano, condannati i fratelli Franco

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Esclusione dell’aggravante mafiosa e condanne al ribasso rispetto all’iniziale richiesta della Procura. Questa la decisione per Renato Franco, Giovanni Franco e Antonio Amaral Pacheco de Olivera, coinvolti nel rapimento a San Giorgio a Cremano di un ragazzo, figlio di un imprenditore. Il pubblico ministero aveva chiesto per i due fratelli rispettivamente 18 e 16 anni mentre per Amaral 12 anni.

Quest’ultimo ha rimediato una condanna a 7 anni e quattro mesi. Giovanni Franco, cui sono state riconosciute anche le attenuanti generiche, è stato condannato a 11 anni e un mese (difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Rocco Maria Spina) mentre Renato Franco, a cui sono state ugualmente riconosciute le attenuanti generiche, è stato condannato a 14 anni (difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono). I difensori sono dunque riusciti a limitare fortemente i danni dei loro assistiti considerata la gravità delle accuse a loro carico.

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Il figlio dell’imprenditore Maddaluno

Secondo la ricostruzione della Procura il rapimento era stato ideato come ritorsione nei confronti del padre del ragazzo, l’imprenditore Giuseppe Maddaluno che aveva rifiutato di entrare in affari con Renato Franco ritenuto vicino ai Formicola di San Giovanni a Teduccio e agli Attanasio della stessa San Giorgio a Cremano.

I momenti concitati del sequestro di Mattia Maddaluno sono stati svelati da Antonio Pacheco Amaral che ha partecipato direttamente all’azione condotta a San Giorgio a Cremano. Proprio Amaral ha chiesto di essere sentito dal pm della Procura di Napoli dichiarandosi colpevole: «Ho deciso di dire tutta la verità in ordine al sequestro di persona a scopo di estorsione del figlio di Giuseppe Maddaluno che io stesso ho ammesso di aver consumato».

“Vi dico tutta la verità”, parla il rapitore del 15enne a San Giorgio a Cremano

 

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