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martedì, Dicembre 7, 2021
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Reddito di cittadinanza, al via migliaia di revoche: 2 i motivi della perdita del contributo


Nei primi 9 mesi del 2021 il reddito o la pensione di cittadinanza è stata revocata a 90mila nuclei familiari. Il motivo principale della perdita dell’assegno mensile è l’accertamento della mancanza del requisito di residenza-cittadinanza. Sono decaduti dal diritto del beneficio economico, invece, 244 mila nuclei contro i 259 mila nell’interno anno 2020. La causa più frequente riguarda la variazione dell’Isee che, di fatto, supera la soglia prevista. Tra i motivi della perdita del beneficio c’è anche il cambio della composizione del nucleo familiare.

REDDITO DI CITTADINANZA, LE STATISTICHE

A settembre sono state 1,34 milioni le famiglie che hanno incassato il reddito o la pensione di cittadinanza. Complessivamente quasi 3 milioni di persone coinvolte e un importo medio erogato di 546 euro.  Le statistiche sono state rese note dall’Inps. Delle 3 milioni di persone che a settembre hanno preso il reddito o la pensione di cittadinanza, 742 mila sono minorenni.

Tra gennaio e settembre i nuclei che hanno percepito il reddito di cittadinanza sono stati oltre 1,52 milioni mentre i percettori di pensione di cittadinanza più di 160 mila: un totale di oltre 1,68 milioni di nuclei e quasi 3,8 milioni di persone coinvolte.

L’importo percepito, a settembre, varia all’aumentare dei componenti del nucleo familiare: si passa dai 445 euro per i monocomponenti a un massimo di 701 euro per le famiglie di quattro persone. In totale, la platea dei percettori di reddito e pensione di cittadinanza è composta da 2,53 milioni di cittadini italiani. Sono 308mila gli extracomunitari con permesso di soggiorno Ue e 116 mila cittadini europei. Dunque sono 578 mila sono i beneficiari al Nord, 417 mila al Centro e 1,97 milioni nel Sud e nelle isole.

MOTIVI PERDITA BENEFICIO

Si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare: non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.
Manca la sottoscrizione del Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale.
Evita di partecipare, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione.

Non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti.  Non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua.  Evita di comunicare l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore.  Non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare.  Venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

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