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Reverse charge, fatture di comodo e merce “in nero”: così funzionava il sistema di Angelo Napolitano

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Non era un’irregolarità occasionale, ma un ingranaggio oliato e ripetuto nel tempo. Secondo il decreto del gip di Nola Raffaele Muzzica, Angelo Napolitano, legale rappresentante della AM Distribution srl di Casalnuovo, avrebbe messo in piedi un sistema fraudolento basato su tre pilastri: fatture “di comodo”, utilizzo indebito del reverse charge e vendite in nero ai clienti privati.

La società, formalmente attiva nel commercio all’ingrosso di elettrodomestici ed elettronica, avrebbe emesso fatture soggettivamente inesistenti verso società “cartiere”, spesso con gravi criticità fiscali. L’obiettivo, secondo gli investigatori, era giustificare l’uscita della merce dai magazzini senza applicazione dell’Iva, sfruttando in modo strumentale il meccanismo dell’inversione contabile.

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La merce così “coperta” documentalmente sarebbe poi stata venduta al dettaglio a privati consumatori, in contanti e senza emissione di scontrino o fattura. Una doppia realtà: contabilità ufficiale verso società interposte e mercato reale fatto di vendite sottocosto, incassi cash e assenza di imposta.

Il gip parla di una frode “di proporzioni rilevanti e particolarmente sofisticata”, scoperta solo grazie a intercettazioni, perquisizioni e all’analisi forense dei dispositivi informatici. Un sistema progettato non per aggirare una regola, ma per alterare la rappresentazione della realtà commerciale e rendere estremamente difficile l’accertamento fiscale.

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