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giovedì, Gennaio 27, 2022
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Scomparsi in Messico, la svolta: arrestati 3 agenti.


Tre agenti della polizia messicana sono stati arrestati in relazione alla scomparsa di 3 cittadini italiani. Sono sospettati di aver consegnato Vincenzo Cimmino, Raffaele e Antonio Russo ad un gruppo armato. I 3 italiani -originari di Napoli- sono scomparsi dal 31 gennaio scorso e sono stati visti l’ultima volta a Tecalitlßn, Jalisco.

Oltre ai 3 agenti arrestati, tutti operativi a Tecalitlßn, come riferiscono i media locali citando fonti federali, è ricercato un quarto rappresentante delle forze dell’ordine. La zona è considerata un feudo del Cartel Jalisco Nueva Generación, una delle organizzazioni criminali più potenti del Messico. Non è raro, riferiscono i media, che gli agenti della polizia locale agiscano al servizio di tali gruppi.

Gli inquirenti messicani, in questa fase, puntano la loro attenzione su appartenenti al cartello criminale “Jalisco new generation” che controlla alcune aree della zona e con cui i tre italiano potrebbero essere entrati in contatto. Sulla vicenda la Procura di Roma ha avviato una indagine coordinata dal pm Sergio Colaiocco. Le voci che rimbalzano dal Messico sulla scomparsa dei tre napoletani in queste ultime ore non sono per niente positive. Secondo il giornalista messicano Carlos Loret de El Universal la scomparsa di Raffaele Russo del figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino sarebbe da addebitare alla pericolosa banda criminale del Cartel de Jalisco Nueva Generación, la più potente organizzazione criminale del Paese.

Secondo il giornalista due dei tre sarebbero legati alla criminalità napoletana e sarebbero fatti sparire perché avrebbero tentato una truffa alla persona sbagliata. Secondo le fonti, le autorità italiane avrebbero le prove del fatto che Raffaele Russo “vendeva macchine e attrezzature contraffatte” per la produzione di energia del marchio tedesco Bosch agli imprenditori e ai commercianti di Jalisco, “anche se in realtà è stato fabbricato in Cina”.

Secondo il giornalista, oltre alla polizia municipale, che è sospesa, tra i sospetti nel caso della scomparsa dei tre italiani c’è il sindaco di Tecalitlán, Víctor Díaz Contreras.

“Il procuratore di Guadalajara in Messico – affermano – è a conoscenza di questo caso fin dal primo giorno e, anziché attivarsi nelle ricerche facendo tesoro delle nostre indicazioni riguardanti il coinvolgimento della polizia locale, continua a concentrarsi sui precedenti di Raffaele Russo, di suo figlio Antonio e di suo nipote Vincenzo Cimmino. Raffaele, siamo costretti a ripeterlo sperando di non doverlo fare più, è solo un ambulante, un ‘magliaro’, non un camorrista e meno che mai un narcotrafficante”. 

“L’impressione è che in Messico si preferisca dare credito a queste menzogne solo per coprire la mancanza di risultati nella ricerca” concludono i parenti delle persone scomparse. Come scrive oggi Libero nella sezione esteri, il Pm messicano Raul Sanchez avrebbe “annunciato in conferenza stampa di aver messo sotto indagine tutti e 33 gli agenti di servizio”.

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